Un venerdì qualunque che ha fatto seguito ad un giovedì di stanca routine. Ieri pomeriggio la consueta partitella allo stadio, la conferenza stampa. Poca voglia di scrivere e raccontare sugli spalti, le parole di Carmelo Imbriani negli spogliatoi che stancamente (ma non per cattiveria) ha cercato di "tenere il gioco" dei cronisti, incolpevolmente a corto di idee e domande.

Addetti ai lavori della stampa in numero certamente inferiore al solito, presenti più per abitudine ed affezione al luogo ed alle persone che altro, sballottati e impolverati nel "cantiere aperto" dello spiazzo antistante gli spogliatoi e la sala "Santamaria" del catino beneventano. In dirittura d'arrivo gli ulteriori (ancora...) lavori "imposti" dalla Lega per l'agibilità del Vigorito. Un'altra spesa a carico della società, che se ne è fatta carico per evitare intoppi burocratici e per non aggravare le esigue casse comunali. Lavori avviati per tempo in vista dei possibili playoff... Si, con molto ottimismo (alla faccia dei gufi e di chi vive nel perenne dubbio...)  meglio non farsi trovare impreparati. Tutto vano, almeno per quanto riguarda l'immediato. Gli ulteriori accorgimenti logistici richiesti (solo?) al Benevento Calcio saranno utili per lo svolgimento del prossimo campionato.

E la partita di domenica? Ah, è vero, domenica si gioca contro il Monza. La testa di tutti è altrove. I pensieri fuggono via ed i miei con la stessa velocità di Oreste Vigorito che, pur presente all'allenamento e nell'immediato, si è defilato in un batter d'occhio ed è andato via. Suo diritto sacrosanto - ho pensato - sarà certamente ancora arrabbiato con se stesso e con il mondo. Ai voglia di mascherare il suo stato d'animo con ottimismo, l'incredibile forza d'animo, i propositi bellicosi. Tutto vero, di questo ne sono certo. Lui dice sempre ciò che pensa su questo non ho dubbi.  Razionale quanto vogliamo, ma anche sentimentale, un uomo che vive profondamente le emozioni, belle o brutte che siano perchè nulla lo lascia indifferente. Ci sta male come noi - mi ripeto - forse lo ha fatto per evitare di ritornare su argomenti spiacevoli, su qualcosa che a lui per primo non è andata giù, gli ha provocato dispiacere. Volevo salutarlo, ma posso farlo soltanto idealmente, guardando la sua coupè verde allontanarsi.

No so perchè, ma quell'immagine mi ricorda un passato non troppo recente ma neppure lontano, mi pervade un sottile senso d'abbandono, di tristezza. E' l'immagine di un passato fatto di "sicure incertezze", di precarietà, di cadute rovinose. Ma è solo un attimo, perchè la polvere che il trapano a percussione sta alzando  mi copre il viso. Quei lavori in corso sono nella "casa" del Benevento che diventa sempre più moderna ed accogliente, ho fatto solo un pensiero sbagliato, sarà stata  la delusione, ancora viva,  ad ingannarmi o anche io inizio a perdere certezze? Un dubbio, il primo che mi assale dopo tanti anni.  Getto uno sguardo agli amici che, con me, rimangono nella nuvola biancastra, ragazzi che vogliono anch'essi un bene dell'anima a questa squadra. Basta la loro composta allegria a farmi rasserenare ed anche a sorridere.

Sembra ieri che stavamo emozionandoci per quanto la classifica ci proponeva, sempre pronti e all'erta, sempre sul pezzo, alla ricerca spasmodica di informazioni, lavoro di "intelligence" sui siti dei "nemici" a cercare di scovare qualcosa che potesse giocare a favore del Benevento. Le settimane passavano veloci, non c'era tempo per riflettere, pensare, che il sabato era già davanti a noi  e bisognava correre alla biglietteria della stazione ferroviaria a cercare un treno per... No, non quelli immaginari per Tozeur nella lirica di Franco Battiato e Giusto Pio. Treni veri, per città troppo lontane da qui ma assolutamente da raggiungere.

Quindici giorni fa non avrei avuto tutto questo tempo per riflettere, pensare. C'era da correre a scrivere della squadra, di quanto noi speravamo potesse accadere. Il tempo andava velocissimo e non bastava mai... Adesso sembra tutto fermo, in una quiete che nessuno voleva conoscere. In fondo eravamo felici così, anche se con mille dubbi e le incertezze del calendario, coltivavamo una remota speranza. Avremo un state intera per rifletterci, per provare ad "azzerare" quanto di negativo purtroppo abbiamo dovuto vivere, sul piano sportivo. Il Benevento Calcio non si è fermato certo a Viareggio e  la macchina organizzativa a tutti i livelli è a pieno regime, questa l'unica certezza che io ho.

Sono andato via dallo stadio e, quasi richiamato dal rumore dei lavori che veniva dall'interno, un paio di volte mi sono girato a guardare verso il cancello carraio, da dove abitualmente noi lasciamo l'impianto. La sagoma bianca degli shelter prefabbricati appena installati è l'unica cosa che si intravede dall'esterno. Ecco, adesso inizia a chiarirsi in me quel dubbio che m'aveva assalito prima... Quante volte sono uscito da li, dopo vittorie, qualche sconfitta, tra gli applausi (non certo per me) nella contestazione e fra gli insulti. Quante volte, ma ne è valsa sempre la pena. Qualcosa mi dice che nel prossimo futuro difficilmente io potrò ancora uscire dallo stesso cancello, troppi stravolgimenti stanno interessando il piccolissimo mondo di chi, come me, con carta e penna ha sempre provato a fare qualcosa per amore di quei due colori che stanno anche sui pannelli montati sulle inferriate della tribuna. La mia testa, il mio cuore e tanti pensieri vergati in maniera illegibile su un foglio e poi riversati in un articolo, nella cronaca della partita, le voci degli spogliatoi, gli allenamenti, le mie opinioni pur sempre discutibili e strampalate, figlie solo di una cieca passione. L'unico modo per mostrare concretamente l'amore per la squadra del cuore.  Forse, all'inizio del campionato 2012/13, non basterà più.

L'inquietudine della coupè che andava via me la sono spiegata così: forse, su quella macchina e non so perchè, ho "sentito" tutti i miei sogni andare via.

Sezione: News H24 / Data: Ven 04 maggio 2012 alle 19:00
Autore: Marcello Mulè
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