BENEVENTO, ECCO PERCHÈ IL PARI CON IL PISA DEVE FAR DORMIRE "SOGNI" TRANQUILLI

21.01.2020 16:49 di Gerardo De Ioanni   Vedi letture
BENEVENTO, ECCO PERCHÈ IL PARI CON IL PISA DEVE FAR DORMIRE "SOGNI" TRANQUILLI

Per certi versi può essere vero: quello con il Pisa non è sembrato il solito Benevento. Specie nel primo tempo la squadra è apparsa in difficoltà da un punto di vista fisico e atletico: le gambe erano pesanti, la fatica nel tenere il passo degli avversari era tanta e andava a inficiare anche la lucidità di pensiero e di giocata che rendeva la manovra farraginosa e lenta, non certamente fluida come la squadra di Inzaghi ci ha abituato nell’arco del girone di andata.

La situazione, però, a conferma che si trattava solo di un deficit atletico, è cambiata palesemente nella ripresa: quando i muscoli si sono sciolti e le gambe hanno iniziato a girare, è cresciuta di tono anche la prestazione dei giallorossi. Schiattarella, Viola e Coda, con l’auto dei garibaldini Letizia e Improta, hanno preso in mano le redini del gioco portando il Benevento a un passo dalla vittoria.

Perché, alla fine della fiera e pur volendo apprezzare il buono ma sterile fraseggio del Pisa nel primo tempo, se c’era una squadra che – ai punti – avrebbe meritato la vittoria, questa è il Benevento. Solo un pizzico di imprecisione degli offendenti giallorossi e la bravura di Gori – Stefano non Ghigo ovviamente – hanno negato l’ottava vittoria consecutiva alla Strega. Senza dimenticare che il gol del loro neroazzurro è stata un’autorete dello sfortunato Tuia.

Ciò che deve confortare è che anche nelle difficoltà dei primi 45’ di gioco, il Benevento ha mostrato la solita compattezza e impermeabilità, oltre alla capacità di andare – comunque - in vantaggio con Coda e un Sau a tutto campo (altra nota lietissima).

Non avendo la freschezza e la lucidità per essere padrone del gioco, la squadra di Inzaghi ha intelligentemente lasciato l’iniziativa agli avversari, costringendoli, però, a un possesso palla sterile e orizzontale che non si è mai tradotto in occasioni da gol, come dimostrato dalla quasi totale inoperosità di Montipò. Come evidenziato prima, nemmeno il pari è stato frutto di un tiro in porta, ma solo di una mezza incomprensione tra Tuia e il numero uno giallorosso.  

Ragion per cui, pur con sembianze diverse, anche contro il Pisa è stato il solito Benevento. Un Benevento che, al di là del pareggio e al netto di una condizione fisica precaria per le ragioni di cui sopra, ha iniziato l’anno e il girone di ritorno con la stessa caparbietà, la stessa determinazione e lo stesso spirito che ne ha contraddistinto la prima parte di stagione e che siamo sicuri conserverà – almeno – fino a quando la matematica non avrà certificato il conseguimento dell’obiettivo. E poco importa se i punti di vantaggio dopo il pari con i toscani (e la vittoria del Crotone a Cosenza) sono 13 e non più 15 perché, può sembrare retorica ma non è lo è, l’unico avversario del Benevento è il Benevento stesso e da questo punto di vista pare si possano dormire sonni tranquilli. Anzi, sogni tranquilli.