Una Serie A Stregata!

Con la fine del campionato, la Strega saluta la massima serie consapevole di aver lasciato un segno indelebile tra record e passione.
23.05.2018 13:57 di Federica Bozzi  articolo letto 832 volte
Una Serie A Stregata!

Voglio raccontare una storia che ha come protagonista una piccola città del Sub Italia che ha animato la cronaca calcistica nazionale ed internazionale.

Questa piccola città, il cui nome è Benevento, ha vissuto un sogno chiamato Serie A: era l'alba del 9 giugno 2017 quando il popolo giallorosso, ancora stordito dai brindisi a base di liquore color oro, realizzava che non era stato una dolce fantasia onirica: in solo due anni, dopo una lunghissima militanza nella prima lega professionistica, il Benevento Calcio conquistava la massima serie con una doppia promozione che sa di magia.

Ma, a volte, bisogna stare molto attenti a cosa si sogna perché può diventare tutto molto concreto e la realtà ha molta ironia.

Quel sogno continua con un goal di Amato Ciciretti al 15' nell'arena "Luigi Ferraris" a dare inizio al debutto dei sanniti sui tappeti di gioco che “contano”; ma ecco l'ironia della vita e subito è doppietta di Quagliarella a ricordare alla debuttante che in Serie A non bastano solo la passione ed il bel gioco.

I goal incassati saranno tantissimi e ci sarà, ogni domenica, un bullo da tastiera e ricordare alla Strega che forse la massima serie non è il posto giusto per lei.

Ma, come in tutte le storie, l’eroina decide di combattere contro il suo nefasto destino e lo fa come solo la Strega sa fare.

Una fredda domenica di dicembre il portiere Alberto Brignoli, allo scadere del tempo, spicca il volo e con un tuffo incastra la palla dietro le spalle di Donnarumma, quello che la benevola stampa aveva proclamato come il degno erede di Buffon. Portiere contro portiere; Strega contro Diavolo; Davide contro Golia.

Il primo dicembre 2017 la Strega decide di voler fare la storia del calcio, e non solo per i record negativi (con 14 sconfitte di seguito e zero punti in classifica i campani avevano riportato in patria un record negativo che, prima di allora, era appartenuto agli inglesi dello United anni '30) ma restando negli annuali come la squadra che ha conquistato il primo punto stagionale con un goal del portiere.

E da quel momento di lezioni la Strega ne ha impartite tante.

In primis ha insegnato il coraggio: quello di un tecnico, Roberto De Zerbi, che ha accettato l'incarico, rifiutato da molti, di allenare una squadra incapace di scrollarsi quello zero fisso di dosso. Poi c’è il coraggio del condottiero Oreste Vigorito che, dalla presidenza della società sannita, ha deciso di crederci fino in fondo e di investire ancora in questo sogno mostrando ai "colleghi" che il calcio è una questione di cuore e non di tasche.

Ancora, la Strega, da inguaribile romantica, ha insegnato allo sterile campionato italiano plasmato sulle ragioni del dio denaro, cosa significa amare. Ed ogni domenica, dai gradoni di cemento, la tifoseria sannita non ha mai smesso di gridare, in ogni dove, il suo canto d'amore insegnando che il calcio non è contestazione e violenza ma solo un rituale di fede, quella che la città ha costruito intorno alla maglia. Ed è proprio questo amore per la maglia che ha portato la squadra, a prescindere dal risultato, ad unirsi ai cori della Sud per decretare un attaccamento che va oltre le condizioni contrattuali.

La Strega di Benevento è riuscita a commuovere questo arido mondo fatto di punti e della rincorsa al tricolore: abbiamo assistito ad una vera e propria lezione di Fair Play da parte di una tifoseria sannita che non ha mai dato conto alle classifiche e che ha continuato ad incitare la squadra anche quando i risultati non arrivavano, anche a retrocessione conclamata, dimostrando che il vero tifoso non è colui pronto a salire sul carrozzone dei vincenti, ma colui che resta sui quei gradoni a far sentire la sua voce per spingere ed incoraggiare la squadra fino ed oltre l’ultimo minuto di gioco.

 Ed è normale emozionarsi e dire “che peccato” perché il Benevento Calcio non è stata una meteora di questa serie A finita troppo presto; il Benevento Calcio è diventato una leggenda che verrà tramandata da padre in figlio per raccontare cosa significa realmente amare il gioco del pallone. Chapeau!

Domenica dopo domenica, la Strega ha insegnato che, anche nei periodi bui, devi sempre trovare il coraggio di credere nelle tue forze e, così facendo, ha agguantato un altro merito: si riconosca ai gladiatori sanniti il pregio di aver portato in Italia talenti come Diabatè, Sagna e Sandro, e di aver dato lustro ai suoi gioiellini nostrani come Brignola. Perché quel tappeto verde deve essere terra feconda per i sogni di chi rincorre, con coraggio e con fede, un pallone. Ed allora spazio ai giovani ed ai sognatori, i mercenari sono per le squadre blasonate!

E sebbene ormai condannati al tuffo in serie B, sarà comunque una festa per questa piccola città del Sud che ha deciso che questo incubo deve tornare ad essere un sogno da costruire a suon di calci ad un pallone.

Ad maiora Strega, grazie per averci ricordato il calcio, quello vero.