Bucchi: "Siamo carichi, domani gioca Del Pinto: ho bisogno di vedere l'anima in campo. Coda ancora rigorista? Se domani..."

29.03.2019 13:34 di Gerardo De Ioanni   Vedi letture
Bucchi: "Siamo carichi, domani gioca Del Pinto: ho bisogno di vedere l'anima in campo. Coda ancora rigorista? Se domani..."

Consueto appuntamento con la stampa per l'allenatore del Benevento Calcio, Christian Bucchi, alla vigilia di Ascoli - Benevento. Queste le parole del tecnico romano: 

COME SI ARRIVA  ALLA GARA DI DOMANI - "Siamo molto carichi, loro arrivano da una sconfitta pesante e sono avvelenati ma noi lo siamo di più. Vogliamo riscattarci. In campo voglio vedere quello che ho visto in queste due settimane di allenamento. Voglio rivedere l’atteggiamento giusto, dovremo scendere in campo con l’agonismo giusto e rispondere colpo su colpo".

MODULO - "Più che cambiare modulo si deve cambiare atteggiamento. Soffriamo troppo gli episodi, non riusciamo mai a riprenderci dopo un episodio negativo. Dobbiamo mettere in campo la giusta mentalità.

Ad oggi abbiamo utilizzato poco alcuni uomini (Viola, Armenteros, Ricci) e c’è un motivo. Per giocare con tanta qualità bisogna essere al top della condizione. Ad esempio Samuel (Armenteros n.d.r.), per metterlo in condizione c’è voluto un po’ di lavoro. Asencio da gennaio non è riuscito mai ad allenarsi per una settimana intera. Nicolas è stato fermo tre mesi e per la struttura che ha, ha bisogno di giocare con continuità. Non era facile inserirli quando la squadra aveva trovato continuità".

SOSTA - "Questa sosta ci ha permesso di rigenerare questi giocatori, ora abbiamo bisogno della loro qualità. E’ arrivato il momento che chi ha qualità la metta al servizio della squadra e ce la faccia vedere".

TURN OVER - "A Cremona non abbiamo fatto una partita straordinaria ma loro hanno vinto senza tirare in porta. Anche non lo Spezia sono stati nostri errori a permettere agli avversari di segnare. In questi 15 giorni alcuni di noi, vedi Maggio, Letizia, Gyamfi, hanno ritrovato una buona condizione. Ora giocheremo tre gare ravvicinate, avere tanti calciatori ci permettere di ruotarli al meglio".

DEL PINTO – "Domani Lorenzo gioca. Non è finito nel dimenticatoio. Abbiamo una rosa di 30 giocatori ed è normale che qualcuno non giochi. In alcuni momenti del campionato bisogna fare delle scelte, purtroppo qualcuno deve rimanere fuori e nell’ultimo periodo è capitato a Del Pinto. Lorenzo gode della mia massima stima umana e professionale. Gioca Del Pinto non perché mi aspetto una battaglia ma perché voglio vedere l’anima in campo e ultimamente non l’ho vista".

RIGORISTA – "Ci sono alcuni giocatori che battono i rigori: Coda, Viola, Ricci, Insigne. Massimo si era guadagnato la possibilità di tirarli lui. Dipende dalla condizione fisica e mentale, magari domani se dovessimo avere un rigore a favore, probabilmente per la condizione mentale, lo batterà qualcun altro".

CHIAREZZA - "Non faccio le scelte sulla base della partita che ci attende perché tutti devono avere la forza mentale, l’agonismo giusto. Chi non lo avrà domani, non giocherà più".

ASPETTO MENTALE - "Io con la squadra cerco la serenità e di motivarli sempre. Ansie non ne ho. Ho il dispiacere quando si perde, penso valga anche per voi giornalisti: vi vedo anche a voi come state, giustamente, dopo una vittoria. Vogliamo fare un gran finale di campionato. Siamo carichi, io per primo. In questi momenti chi ha, deve dare".

CRITICHE - "A caldo tutto inevitabilmente è ingigantito, nel bene e nel male. So bene che a caldo dopo una sconfitta c’è rammarico. Capisco i tifosi che vengono allo stadio per poter vedere una bella partita, per poter cantare e gioire. Noi però facciamo questo mestiere e dobbiamo saper incassare, dobbiamo essere come Rocky Balboa. Questo è un percorso intrapreso e condiviso con la società, dopo una situazione anomala. Il Benevento in pochissimo tempo ha cambiato più volte categoria. Ora sembra un obbligo dover vincere, lo sapevo quando sono venuto. Le critiche le accetto, non sono un problema. Io sono sereno, so bene che questo è il nostro percorso. Pensate che un allenatore dopo una sconfitta stia bene? Assolutamente no.

Immaginate anche i sentimenti del Presidente che investe, del direttore che costruisce la squadra e dell’allenatore che allena tutti i giorni. Non dobbiamo avere assilli, il Presidente ha parlato di un progetto a lungo termine. Ora sta a noi accorciare quei tempi il più possibile".