VISTO DA EST - NUMERO 27: NODI, PETTINI, IL BERGAMASCO, LA SFINGE E A NUTTAT NUN PASS'...

 di Antonio De Ianni  articolo letto 260 volte
VISTO DA EST - NUMERO 27: NODI, PETTINI, IL BERGAMASCO, LA SFINGE E A NUTTAT NUN PASS'...

Non ce la siamo scampata. Eppure l'aria era positiva, lo stadio e lo zoccolo duro dei 7500 abbondanti avevano tutta la voglia e le buone intenzioni di mettere un macigno su tutte le negatività, le storture, i malanni fisici e mentali, i muscoli e la testa pesanti e perchè no, anche la sfiga cosmica che alla beneventana maniera sarebbe il classico cane che morde “u strazzat”...Insomma il tepore primaverile e la voglia di cominciare una nuova stagione, in tutti i sensi, c'erano tutti. Niente da fare, il malato è ancora convalescente e ci mancava pure la maledetta febbre del sabato sera. Mister Baroni per tutta la settimana ha misurato pressione e battito della sua creatura e alla fine ha deciso di coprirla con un guardingo 4-4-2, stante l'ultima stella caduta nel firmamento giallorosso, quella di Falco, vittima di una tragica catena di Sant'Antonio di infortuni che solo chi fa finta di non conoscere quanto sia dura e infame la B a primavera può imputare a misteriose divinità del pallone che avrebbero all'improvviso deciso di abbandonarci. Il che magari in parte è anche vero...insomma dal Benevento palla a terra a velocità supersonica dei piccoletti a quello lanci lunghi e spizzata di “Castoriana” ispirazione, per la serie tengo famiglia e devo portare il pane (cioè i 3 punti) a casa. Il problema è che se invece di lasciar marcire Maniero e Furlan in panca a Bari li avessimo “deportati” di forza a Paduli a tempo debito, questa sarebbe potuta essere anche una chiave per uscire dalle sabbie mobili. Così è servita solo a certificare che la soluzione per uscire dal tunnel sarà durissima da trovare e che Cissè ha tante doti ma non ha il dna della prima punta. Non in B per lo meno. Bella scoperta direte voi, il 4-4-2 senza punte e senza esterni...i soliti nodi che vengono al solito pettine, che dal 31 gennaio si sta trasformando in una zavorra insostenibile, per tutti, mister, giocatori e pubblico. Anzi proprio per tutti no, a ben vedere.

Come se non bastassero già i nostri guai, a portarcene altri si mette anche un giovincello bergamasco che vive la sua serata di gloria nel prime-time di Sky, sgombro da altri eventi calcistici in cartellone. Persino troppa grazia per il notorio narcisismo che pervade le fresche e giovani menti di questi direttori di gara divorati dal tarlo della carriera a tutti i costi. Se questo ingrediente lo si miscela con una scarsezza tecnica evidente, il “Masterchef” orobico ci confeziona un menù del sabato sera più indigeribile e nocivo di un panino scaduto del McDonald’s, con un rigore che perfino Sky definisce inesistente (con grande sforzo e sacrificio...) e che il nostro fischia a distanza siderale, fidando nel guardalinee che benchè in linea, dopo aver toppato il fuorigioco, si guarda bene dal rovinare il sabato da leoni del suo capo. Che si ripete poco dopo col secondo rigore pescando un contatto che, ad esempio, l'arbitro di Spal-Frosinone del giorno dopo non avrebbe fischiato neanche con un cappio al collo, giusto per uniformità di valutazione. Nessuno me lo leva dalla testa: il giovane Mainardi è sceso al Vigorito con in testa chiaro e limpido quel precedente di Cosenza, passaggio chiave nella volata promozione di un anno fa. Lì prima sorvolò su un fallo di mano pallavolistico di un difensore del Cosenza già ammonito, poi fischiò un rigore a Ciciretti dal netto sapore di compensazione e che qualcuno probabilmente gli avrà solennemente rimproverato. Da buon lumbard duro e puro si è rifatto con gli interessi....bene, bravo, il bis lo ha già fatto sabato sera, inutile richiederlo....ma che dire ragazzi, una protesta in più ogni tanto, un sano accerchiamento dell'arbitro come spesso e volentieri fanno i ciociari capolista (per citare i più in vista...) non sarebbe male...visto che tra perdite di tempo e smargiassate varie sta B non è poi tanto diversa dalla Lega Pro.

Al fischio finale del succitato signore rimango ancora più deluso del 3-1 del campo. Perchè i segnali che mi arrivano sono, se possibile, ancora più scoraggianti. Al centro del campo a parlare con l'arbitro ci vanno un nugolo di maglie giallorosse e mister Baroni, magari a rischiare anche qualche turno di squalifica...qualcun altro, che pure ha assistito in campo alla partita, si tiene a distanza di sicurezza, osserva da lontano come una Sfinge imperturbabile, forse, la butto lì, per non insolentire l'arbitro con un po' di fumo passivo da sigaro. Mi giro e accanto a me, nel settore Distinti, scorgo un anziano tifoso forse ultrasettantenne che non so dove trovi la forza e l'energia per inveire contro l'arbitro e penso quanto siano stridenti le due immagini. Qui sopra l'anziano tifoso si sgola sapendo che nessuno potrà sentirlo, laggiù qualcuno che mentre la nave imbarca acqua si traveste da novello Schettino e quella nave dà la sensazione, plastica e concreta, di averla abbandonata....da tifoso, che a quei colori sacrifica tempo, energie, affetti familiari e anche un po' del suo denaro che rabbia e che tristezza infinita...

Rabbia e tristezza che aumentano quando, tornato a casa, mi dedico a uno zapping compulsivo tra i canali che trasmettono dalla pancia del Vigorito, con una speranza nel cuore. Che magari il novello Schettino appaia davanti a una telecamera, si riscatti dalla Sfinge vista in campo, dica qualcosa a difesa dell'allenatore e dica che a Benevento girano le balle a tutti per un arbitro scadente che ha rovinato una partita. Speranza vana, negli spogliatoi vige il divieto di fumo e quindi mi tocca ascoltare le parole del ragazzino Matera, scenario surreale al termine di una partita così e nel pieno di un periodo così, che mi fa tanta tanta tenerezza. E poi il solito Baroni, stavolta terreo e spaesato, che la faccia ce la mette sempre, in campo e fuori e che sollecitato  sul mercato di gennaio (perché una domanda così solo adesso, verrebbe da dire…) ha ancora la calma e la freddezza di dire: “Non è il momento di parlare di queste cose...c'è solo da lavorare”. Errori ne ha commessi anche lui ovviamente, ma io sto dalla sua parte, perchè a Baroni nessuno potrà gridare “Salga a bordo c…o!” come ad uno Schettino qualsiasi, perchè lui dalla nave non è mai sceso e per questo sta rischiando più di tutti. Il cuore alla speranza mi si apre quando sento che laggiù, nel cuore dello stadio, c'è anche il presidente Vigorito. Inutile aspettarsi nulla da altri, ora il mio animo di tifoso fa affidamento solo su di lei caro presidente, sulle sue parole, sul suo intervento. Nè a me né agli altri tifosi spaventano le sconfitte, né toppare dei playoff che sembravano cosa fatta. A noi interessa solo che questo finale di stagione non inquini le emozioni vissute finora né quelle che potremo vivere la prossima stagione, quando ci sarà una squadra da rifondare. Caro presidente, agisca come meglio ritiene, non sarà mai un risultato di una partita a determinare un giudizio sulle persone, ma liberi il suo e il nostro tempio dai mercanti, quello è la nostra oasi di felicità. Non glielo chiedo io, glielo chiede quell'anziano tifoso che  l'altra sera era in piedi a gridare contro un arbitro malandrino e che alla prossima sarà ancora lì a rifarlo. E un appello a noi tifosi: non diamo adito a pettegolezzi da paese su presunte spaccature o altro alimentate da improbabili soffiate, lasciamo stare i tam tam su waths app e facebook e giudichiamo per quello che si vede in campo e fuori, dimostriamo che siamo da B.

In conclusione due pensieri in giallorosso. Il primo è per il grande, compianto presidente Italo Bocchino, quello della B sfumata per un soffio. Mercoledì prossimo 5 aprile saranno trascorsi esattamente 40 anni dalla sua prematura scomparsa in quel di Houston. Il presidente Bocchino fece del Benevento una delle sue ragioni di vita e per la prima volta da queste parti il traguardo della B divenne un obiettivo concreto. A distanza di anni impossibile non ricordarlo, inevitabilmente con un sorriso. Questa serie B finalmente raggiunta e proprio ai danni del Lecce da lassù se le sarà godute alla grande. Sempre nei nostri cuori grande presidente.

In bocca al lupo a mister Auteri  che da questa sera sarà impegnato nella doppia finale di Coppa Italia che vede il suo Matera affrontare il Venezia e poi tuffarsi nell'avventura dei playoff. Da Matera negli ultimi tempi arrivano voci e notizie di tutti i tipi, ma se c'è uno che dalle difficoltà estreme può cavar fuori qualcosa di buono questo è Auteri. Vedremo se sarà così anche stavolta....alla faccia di panchine d’oro e amenità varie.

VISTO DA EST, come sempre in occasione dei turni infrasettimanali, la prossima settimana si prenderà una pausa, appuntamento a mercoledì 12 aprile, un abbraccio a voi tutti  e come sempre FORZA BENEVENTO,  che da La Spezia parta la riscossa!!