VISTO DA EST - NUMERO 31: MI SPIACE PER VOI, PER AMMAZZARCI CI VUOLE BEN ALTRO...

 di Antonio De Ianni  articolo letto 649 volte
Il gladiatore Sannita
Il gladiatore Sannita

Venghino signori venghino, il gran circo della serie B vi aspetta...”. Peccato che Abodi, il re del marketing tutte chiacchiere della B ora trascorra le mattinate ai giardinetti, dopo aver creduto di poter scalare il mondo del calcio italiano smuovendo dalle poltrone le “cariatidi” che lo governano, altrimenti al posto del famoso “campionato degli italiani” sarebbe diventato questo lo slogan per il torneo cadetto in questo finale. Anche perché che ormai siamo scaduti a livello di circo è sotto gli occhi di tutti. E non parlo di quello sfavillante di Montecarlo che fa capolino dagli schermi Rai nel periodo natalizio, con tanto di Principe Alberto pacioso e sorridente. Qui trattasi di uno di quegli improbabili circhi di provincia, con tanto di nani, ballerine, clown (tanti clown...), quelli col tendone consumato e pericolante che fa acqua da tutte le parti, con la musica intermittente e lo zucchero filato immangiabile di un tempo che fu. In una parola uno spettacolino che oscilla tra lo squallore ed il patetico, con due bizzarre peculiarità: il costo del biglietto per assistervi (piuttosto salato in verità...) e la circostanza che i suoi penosi numeri (da circo appunto) finiscano dritti dritti in diretta nelle case degli italiani via satellite...mica pizze e fichi.

Nell'ultimo weekend il circo della B è stato, per così dire, itinerante. Il sipario si è aperto di venerdì, il tendone era piantato a Perugia e ha proposto subito la sua attrazione clou, il Ghersini genovese, prestigiatore di alta scuola capace di far sparire qualsiasi cosa, compreso un rigore grande come una casa per la squadra di casa. Ma era solo l'antipasto. Il giorno dopo, sabato, il circo si è superato, due spettacoli in contemporanea, uno a Frosinone, l'altro ad Ascoli. In Ciociaria due le attrazioni che hanno riscosso l'ovazione del pubblico presente, che ormai a questi spettacoli è ben abituato: l'uomo immobile con la bandierina (interprete d'eccezione il guardalinee lato tribuna centrale in occasione del gol di Dionisi) e lo striptease di Curiale in area di rigore (vergogna…uno che a quell’età neanche una maglietta da solo si sa sfilare), goffo tentativo di attirare l'attenzione dell'arbitro, che in realtà stava già pensando al bar dove consumare l'happy hour del sabato con gli amici. E qui ce ne sarebbe già abbastanza. Ma ad Ascoli lo spettacolo è stato per palati fini, insuperabile, anche se di scena c'era un giovane virgulto dell'arte circense, di provenienza romagnola, cresciuto a fischietto e piadina. Sarà per questo che l'attrazione di giornata è stata, al posto del tradizionale “uomo-proiettile”, quella dell'”uomo-prosciutto” (ma anche salame ci starebbe bene…), non già quello utile per farcire la piadina unitamente allo squacquerone, ma quello che l'artista in questione si è piazzato davanti agli occhi. A seguire lo show dello stuntman Orsolini, triplo volo acrobatico con urlo disperato (è pronto per la serie A e prontissimo per la Juve....), poi la mossa da buttafuori del verde-vestito portiere di casa. Tutto senza che l'uomo col prosciutto sugli occhi potesse vedere niente. Che dire, se ci fosse una regìa unica dietro queste penose esibizioni da circo (ma proprio se…) sarebbe da applausi. Forse lorsignori immaginavano che quello passato fosse l'ultimo weekend di spettacoli e che il circo potesse chiudere serenamente i battenti, dopo aver distribuito i suoi ricchi premi e cotillions ai vincitori predestinati, che guarda caso vestono entrambi il giallo e il blù, vuoi vedere che alla fine è una tutta una questione di colori…

E invece no, cari signori, c'è una “piccola” appendice (vi capisco, magari per voi è un fuori programma e le basse sfere girano a mille...) e il destino ha voluto che fosse proprio quaggiù, a due passi dal fiume Sabato, a Benevento, al “Ciro Vigorito”. Mi spiace per voi, non ci avete ancora ammazzato. Non avete ammazzato mister Baroni, che negli spogliatoi di Ascoli, glaciale e tosto come non l'ho mai visto in questa stagione ha buttato giù una frase di battaglia: “Siamo vivi, ci siamo con le gambe e con la testa, sabato ci giochiamo una finale, ma ce la giochiamo in casa nostra, non molliamo fino all'ultimo secondo...”. Non avete ammazzato un gruppo di calciatori che non si piega agli infortuni e ai cartellini scientifici, che in 10 per 90 minuti, coi nervi a fior di pelle ha tirato fuori tutto il suo orgoglio, tutto il suo carattere, la sua organizzazione tattica e i suoi valori tecnici. Ma soprattutto non avete ammazzato la gente sannita, quella gente che sabato è pronta a riempire il suo stadio per trascinare quei ragazzi fino all'ultima goccia di sudore, per riscrivere la storia di un campionato che qualcuno vorrebbe già finito, per ribellarsi a quello sconcio legalizzato che si chiama “paracadute”, che ha falsato un campionato intero  a suon di milioni di euro mentre gli illuminati opinionisti Sky stanno ancora lì a chiedersi come è possibile che Verona e Frosinone abbiano fatto il vuoto e i playoff siano a un passo dal non giocarsi. Già chissà come mai...eppure la risposta è semplice semplice e sta nei bilanci delle due miracolate del paracadute sotto forma di cifre a sei zeri scialacquate indegnamente dalla Lega. A meno che non vogliamo metterci al naso un anello grande quanto le catene che cingono l’Arco di Traiano e prendere per buone le parole del mister frusinate Marino che, udite udite, con il tono greve che è un suo marchio di fabbrica ha sentenziato: “ La retrocessione del Latina altera il campionato”…per meglio dire che quel che resta da alterare di questo campionato e che è non è stato già ridotto a brandelli dal calpestio delle storiche cioce…

Già....il Frosinone. Sono passati 5 mesi da quella vigilia di Natale e l'inesauribile venticello caldo che soffia ininterrottamente alle spalle dei ciociari sembra non temere nulla. Se ne sono accorti praticamente ovunque, tranne a Frosinone ovviamente. O forse se ne sono accorti anche lì, ma inutile aspettarsi clamorosi outing, anzi. Come si dice, a caval donato non si guarda in bocca, vale nella vita, vale ancor di più nel mondo del calcio dove l'ipocrisia regna sovrana.  All'andata Dionisi se ne volò in porta con l'inezia di un  fuorigioco di due metri (al Matusa l’unità di misura dei fuorigioco è il metro, altro che centimetri o millimetri), neanche 24 ore e in Ciociaria si inventarono un photoshop d'autore con tanto di apposita riga che dimostrava la partenza in linea del succitato bomber di casa, sin verguenza direbbero in Spagna. Il livello è questo, evidentemente da quelle parti un anno di serie A ha fatto danni incalcolabili all'autostima di tutti. E allora che ci frega, esageriamo, con un po' di impegno magari riusciamo a far uscire dalla porta il tiro di Granoche e, perchè no, a trasformare i miei addominali in quelli scolpiti stile Balotelli...beh, in questo caso ve ne sarei davvero grato!!

Mi darebbe gran gusto scombinare i piani di qualcuno e farli giocare questi playoff. Ma mi sento già un privilegiato...mi basta pensare al presidente del Frosinone Stirpe e all'aspirante presidente di Lega Lotito (la mia mente da qualche giorno li associa in automatico, chissà poi perché…),, al designatore degli arbitri Farina, agli illuminati opinionisti di Sky, allo Spezia, al Perugia, al Cittadella, al Carpi e ai loro tifosi,  a tutto il circo della B che sabato aspetterà il risultato del Vigorito e mi scappa da ridere, tanto da ridere...gli dei del calcio hanno voluto che tutti i nodi venissero al pettine sul prato di casa nostra. Mandate un primo anno o ripescate un arbitro in pensione, mandate Ghersini e il guardalinee dell'andata al Matusa, ma sì, decidetelo voi l'arbitro, anzi vi dirò di più:  portate pure il pallone e persino la monetina per il sorteggio...noi mettiamo gentilmente a disposizione la nostra “bomboniera”  ed a corredo diecimila cuori giallorossi che batteranno in sintonia con gli undici in campo, chiunque essi siano...un consiglio, di vero cuore: tappatevi le orecchie, quando i cuori dei gladiatori sanniti battono all'unisono il frastuono è assordante ed è capace di tutto, anche di spazzare via quel fastidioso e insopportabile venticello caldo che soffia da mesi  su questo circo....pardon su questo campionato. Mi spiace per voi, per ammazzarci ci vuole ben altro e non è detto che basti…

Cari fratelli sanniti, tutti uniti alla mèta e mai come stavolta...FINO ALLA FINE IL BENEVENTO!!!
Appuntamento alla settimana prossima, stavolta di martedì, un abbraccio...