VISTO DA EST - NUMERO 34: ABBIAMO ANCORA FAME DI BENEVENTO, TANTA FAME…

 di Antonio De Ianni  articolo letto 672 volte
VISTO DA EST - NUMERO 34: ABBIAMO ANCORA FAME DI BENEVENTO, TANTA FAME…

Il bacio che mi stampa mia moglie Anna, qualche minuto prima delle otto di mattina, somiglia a quello di Adriana a Rocky Balboa : “Vai, divertiti, ma soprattutto vincete”. Tra poche settimana saranno dieci anni di matrimonio, ma ci conosciamo da ragazzi e, tra di noi, come terzo incomodo c’è sempre stato il Benevento. Dalla sera col Pisa mi prende in giro: “Mio marito è scomparso, non c’è più”, è il suo mantra. Il top l’altra sera a cena, dove chiacchierando della giornata trascorsa e degli impegni dell’indomani mi fà : “Allora sti distinti inferiori sono finiti?”…Ora sono qui, accompagno Andrea a scuola, poi in ufficio e si parte per Benevento, ma qualche senso di colpa per queste 24 ore di libertà giallorossa mi prende…ma come si fa, la storia chiama, impossibile non rispondere. “Andrea papà stasera non sarà a casa, tu sai perché, fai il bravo…”, lui non fa una piega e già pregusta una serata di totale dominio televisivo. Gigi, papà di un compagno di classe e malato di calcio, mi saluta “calorosamente” : “Antò stasera ce la farete non ti preoccupare…”, malcelando  la delusione per il Bari, grande assente di questi playoff. “Lasciatelo stare, oggi Antonio non c’è con la testa”, i miei colleghi di ufficio già sanno e mi lasciano in pace. L’orologio scorre lento, le 2 del pomeriggio non ne vogliono sapere di arrivare. All’improvviso Fulvio, collega napoletano e malato del Napoli, uno che in un film di Bellavista ci starebbe alla grande e che da mesi mi predice un’altra squadra campana in serie A, mi fà: “, ma tu stai ancor cà, te ne vuò i’ o no?”. Neanche ha finito la frase che già sto al casello di Bari Nord, con in testa  i cori del Vigorito. “Ho imparato a sognare” dei Negrita è la colonna sonora perfetta (e non casuale…) di questo paio d’ore di macchina, immerso in un mare di pensieri giallorossi. Ho davanti agli occhi l’italico Stivale, e noi, tante formichine beneventane, che da ogni parte brulichiamo verso quel puntino a sud, la capitale del Sannio, stanotte la capitale del calcio italiano.

Inutile nasconderselo, intorno al Vigorito l’atmosfera è elettrica, stiamo per entrare in una dimensione inesplorata, pronti a giocarci qualcosa che un anno fa di questi tempi era lontano anni luce dalla nostra immaginazione, due anni fa era fantascienza pura. Eppure siamo sempre noi, tifosi e innamorati di questa squadra, semplici e anche fragili per certi versi, ma sempre terribilmente presenti, al di là della categoria. Ma stasera è la sera, Caterina e il marito Fulvio sfoggiano un total look giallorosso (bigiotteria compresa per la signora) con tanto di bandiera giallorossa vintage tirata giù da uno scaffale in cantina, mio zio Enzo, da Milano con furore, sembra un turista giapponese e col suo smartphone fotografa qualunque cosa: Oreste che si sbraccia per salutare il suo popolo e che se potesse ci abbraccerebbe tutti, Baroni in rigorosa camicia bianca ormai d'ordinanza che durante il riscaldamento gira la molla per caricare a pallettoni i suoi soldatini. La bolgia è al punto di cottura, al dente direi, la curva precisa a modo suo il concetto Benevento cuore d’Italia e si può partire.

Per 87 anni la Strega ha fatto a meno del cosiddetto arbitro addizionale, basta un quarto d’ora per capire che ne avrebbe potuto fare a meno anche stasera. Il frullatore di emozioni sembra scandito da un timer di emozioni, regolato ogni 5 minuti. In 5 minuti sulla bomboniera sembrano svolazzare i fantasmi, prima Chichizola si trascina la palla in porta, se ne accorgono tutti, anche mia madre intenta a stendere il bucato sul balcone di casa,  ma non il paggetto in contemplazione che pascola a un metro dalla porta. Come se non bastasse la Belva sbaglia dagli 11 metri il primo rigore stagionale, brutta aria mi viene da pensare…ma il timer del frullatore riparte e i 5 minuti successivi sono da centrifuga pura. Che Belva sarebbe se si facesse abbattere da un errore dal dischetto…la capocciata è roba d’alta scuola, gonfia la rete e il pentolone ribolle. Stavolta sì, il paggetto se ne accorge, bontà sua. Ma i 5 minuti non sono finiti, il ragazzo dell’Est ci ha provato gusto, non so in romeno come si dice “segna sempre lui”, ma il tracciante velenoso a fil di palo è benzina sul fuoco, la polveriera di contrada Santa Colomba ora è una santabarbara che manco Fuorigrotta a Capodanno…ha segnato con il numero 24 Gheorghe….Puscaaaassss!!! E ti sembra di assistere ad una favola tipo il Paolo Rossi dell’82 o lo Schillaci delle notti magiche, il bomber che non ti aspetti, che all’improvvisa la butto dentro da tutte le parti e in ogni modo…ma i play off sono sempre i playoff, sono fatti per soffrire, un po’ come noi.  Per un’ora buona una squadra gioca meravigliosamente  a calcio, l’altra fa qualcosa che gli somiglia poco, quasi niente. Eppure…eppure la buccia di banana è lì, sempre in agguato e si materializza in quella che la Gialappa’s chiamerebbe saponetta-Cragno…primo vero tiro in porta e gol, come da manuale. Come da manuale è la sofferenza finale, la voglia matta di restare avvinghiati con le unghie e con i denti a questa avventura quasi metafisica. Il fischio finale è il gettone regalato al bambino, gioia pura, perché assicura un altro giro sulla giostra, il divertimento non è finito signori, si balla per un’altra settimana almeno, poi si vedrà…ma per stasera basta e avanza così. Anzi c’è ancora tanta roba, giusto per gradire. Baroni e Di Carlo a fine partita si scambiano pareri come farebbero un militante del PD ed un attivista 5 Stelle, negli spogliatoi il mister chiude la sua conferenza stampa con l’ennesima chiamata: “Ora correte a prendere il biglietto per sabato…”. Lui non sa che là fuori ci sono auto strombazzanti a più non posso, un popolo che troppe volte ha rinunciato ai suoi sogni, e non solo nel calcio purtroppo, ma che stavolta no, non vuole mollare. Ma soprattutto un popolo che ha ancora fame di Benevento, una fame esagerata…chissà se altri 180 minuti basteranno per placarla!!!

Un caloroso saluto a voi tutti, in particolar modo a chi, gratificandomi oltremodo, ha pubblicato lo scorso numero di Visto da  Est sulla sua pagina facebook, facendolo suo, ecco forse un po’ troppo suo…diciamo che il troppo amore per il Benevento a volte fa brutti scherzi, mettiamola così e non ne parliamo più… ci ritroviamo la settimana prossima, sempre FORZA BENEVENTO, tutti uniti all’assalto del Perugia!!!!