VISTO DA EST - NUMERO 50: UN INVIATO MOLTO SPECIALE: “PAPA’ HAI VISTO, GLI ASINI VOLANO!!!”

 di Antonio De Ianni  articolo letto 2287 volte
VISTO DA EST -  NUMERO 50: UN INVIATO MOLTO SPECIALE: “PAPA’ HAI VISTO, GLI ASINI VOLANO!!!”

Papà ho deciso, voglio venire allo stadio”. Andrea ha quasi 9 anni e da 9 anni deve fare in conti con un papà che ogni settimana, per due ore circa, torna più bambino di lui. Eppure mi sono imposto una regola: non lo porterò mai allo stadio a vedere una partita del Benevento se non quando sarà lui stesso a chiedermelo, non lo voglio forzare, non deve appassionarsi a comando. “Lascialo in pace”, mi redarguiva la maestra elementare che una decina di anni fa ha accettato coraggiosamente di diventare mia moglie “i bambini vanno rispettati nei loro tempi e nelle loro decisioni, anche su come divertirsi”. “Va bene, non ti preoccupare…”, ho abbozzato per anni, senza capacitarmi di come, con tale esempio dentro casa, niente da fare, nella mente di Andrea quei due colori non facessero presa. Eppure per casa girava un matto che cantava le canzoni della curva ad alta voce, che passava ore davanti al video di un gol di Ceravolo ed annesse grida di esultanza, che sul calendario annotava gare interne e esterne della Strega a carattere cubitali giallorossi. Niente, dal pianeta Andrea nessun segnale: due volte a settimana il basket, il corso di batteria, il catechismo, la sala giochi, il cinema, le feste di compleanno, l’infernale Nintendo ecc ecc….per il Benevento non c’era posto. “E vabbè” mi autoconsolavo “di scemo ormai irrecuperabile in famiglia ne basta uno solo”, figurandomi che un giorno, a 16 anni, mi si presentasse zaino in spalla una domenica mattina, con le paghette messe da parte in tasca e mi dicesse “Papà, ho prenotato un posto su un pullman senza dirti niente, vado in trasferta a vedere il Benevento…”, proprio come fece il sottoscritto ormai parecchi annetti fa scatenando il putiferio. “Vabbè meglio così…sì, sì meglio così…” rimuginavo tra me e me.

Poi però sono arrivati i due anni più incredibili che quelle magliette giallorosse potessero regalarci e il ghiaccio improvvisamente si è rotto. Il 30 aprile 2016 Andrea, un pò spaesato, era in piazza con me a vedere un popolo impazzito per la B,  è entrato in classe come un re il giorno dopo il mitico 4-0 del Benevento a Bari e ha capito perfettamente che l’8 giugno 2017 è successa una cosa fuori dalla realtà, tipo una invasione aliena sul pianeta Terra. Ho aspettato, ho guardato il suo interesse crescere fino a che….fino a che, appena rientrato da Benevento dalla sbornia col Milan, non gli ho fatto vedere una decina di volte su Sky il gol di Brignoli con tanto di commento originale. Eccola la scintilla, ecco il suo sorriso che si allarga, ecco la domanda che apre il varco: “Papà ma è una cosa incredibile, ma come è possibile?”. “Vedi Andrea, in quello stadio ci sono le Streghe e negli ultimi due anni ne stanno succedendo di tutti i colori”. “Papà ho deciso, voglio venire…”. Ecco a cosa serve la partita in mezzo alle vacanze di Natale, ecco la degna conclusione dell’anno. “Andrea il 30 siamo a Benevento e andiamo a vedere la partita col Chievo Verona, gli asini che volano…”. Gli spiego la storiella dei “mussi volanti”, la favola di un quartiere che fa il miracolo di andare in serie A, dicendogli che stavolta sarebbe una vittoria del Benevento a far volare gli asini:  i suoi occhi si illuminano, comincia l’attesa. Attesa che finisce al tepore inatteso di un sole di dicembre. Come è andata lo sapete tutti, a suo modo ve lo racconterà Andrea, una sorta di inviato molto speciale, nel breve racconto scritto di suo pugno che è qui sotto: ve lo consegno così come lo ha scritto lui, con gli errori e le imperfezioni tipiche della quarta elementare, ma anche con lo sguardo disincantato di un bambino che per la prima volta assiste a 90 minuti di quelle magiche magliette che ci fanno battere il cuore.

A me tocca aggiungere poco, anzi solo questo. Pensavo di aver raschiato il fondo delle emozioni giallorosse in un 2017  a dir poco leggendario. Mi sbagliavo, questa Strega ne sa una più del diavolo e nel finale d’anno mi ha regalato il brivido più forte e intenso, quello che ancora mi mancava: il triplice fischio dell’arbitro, la prima indimenticabile vittoria del Benevento in serie A e mio figlio (sì, proprio lui, per la prima volta allo stadio) la prima persona da abbracciare in quel mare di gioia giallorossa irrazionale e anche un po’ folle …tutto semplicemente impagabile! Così come lui, che col sorriso stampato in volto mi fà: “Hai visto papà, il Benevento ha vinto, quindi gli asini volano…”. Io il mio regalo di Natale lo ho avuto su quei gradoni e un po’ in ritardo…fa niente, anzi Babbo Natale per me può andare in ferie per una decina di anni almeno….vi lascio ad Andrea e, insieme a lui, anche voi vedrete gli asini volare, scommettiamo?

“Una esperienza allo stadio” di Andrea De Ianni

Dalla mattina il giorno che dovevo andare allo stadio, papà era gasato  per il grande evento giallorosso, la mia prima volta allo stadio! Io mi ero alzato dal letto piuttosto presto, faccio colazione, faccio un pò di compiti delle vacanze, pranzo e vado allo stadio. Con la sciarpa giallorossa al collo , entriamo in macchina mentre io chiedevo se il  Chievo Verona aveva montato i famosi  “mussi volanti” . Con noi è venuto anche nonno Angelo. Abbiamo  incontrato zio Argemino e sopra di noi vedevo un signore con una bandiera gigantesca giallorossa che io avevo visto sempre in televisione su Sky.  Dopo un pò è cominciata la partita e io gridavo: “Birsa purtuall!!”. Papà mi spiegava la partita e mi faceva tipo da telecronista personale e mi diceva quanti cambi poteva fare l’allenatore. Alla fine del primo tempo, per fare merenda, comprai un bicchiere di Coca Cola perché avevo sete e mi dissero quasi tutti che portavo fortuna al Benevento.

Infatti nel secondo tempo Massimo Coda ha portato l’ 1 a 0 per il Benevento. All’ ultimo secondo Belec ha cominciato a fare una sequenza di parate, mentre i giocatori allontanavano la palla dalla loro porta .Ed è così che il Benevento fece la prima vittoria in serie A, così  ora posso andare a Bari e raccontare il fantastico gol di Coda ai miei amici della IV F della scuola San Filippo Neri, che finora mi dicevano che il Benevento non vinceva mai neanche una partita. Addirittura mio nonno mi regalò 10 euro per la prossima partita del Benevento, perché ci dovevo essere, perché avevo fatto vincere il Benevento. Credo che verrò, anche se mamma ha detto che dobbiamo guardare bene le previsioni del tempo.

Ci ritroviamo su TUTTOBENEVENTO mercoledì prossimo 10 gennaio, come sempre FORZA BENEVENTO, con la Sampdoria tutti uniti per un’altra impresa!!