MISSIONE FOGGIA: PORTIAMO A CASA SOLO UN PUNTO

Primo tempo caratterizzato dal nervosismo e dall'espulsione di Gerbo.
La sblocca Coda, ma il vantaggio dura solo sei minuti.
23.02.2019 20:15 di Federica Bozzi  articolo letto 126 volte
MISSIONE FOGGIA: PORTIAMO A CASA SOLO UN PUNTO

Va in scena il grande match tra il Foggia ed il Benevento.

I padroni di casa necessitano di punti per allontanarsi dal baratro della LegaPro.I giallorossi, invece, non possono farsi scappare l’occasione di riprendersi il terzo posto, momentaneamente occupato dal Pescara vincente in quel di Padova.

Bucchi, per la trasferta allo “Zaccheria” opta per il solito 3-5-2, deve rinunciare al solito schema difensivo delle ultime gare dovendo schierare Costa (Antei infortunato) come centrale accanto a Tuia (Volta infortunato) e Caldirola. Il centrocampo è affidato a Maggio (Letizia out), Bandinelli, Crisetig, Buonaiuto e Improta . In attacco ritorna la coppia vincente Coda – Insigne.

Il primo tempo vede particolarmente impegnato Montipò che deve difendersi dai colpi del tridente d’attacco schierato da Padalino nel quale ritroviamo un agguerrito ex Iemmello.

Partita difficile, e non solo in campo! Le tifoserie si punzecchiano con un lancio di petardi e fumogeni tra il settore ospiti e quello dei sostenitori dei satanelli tanto che al minuto ’15 il direttore di gara Marinelli deve interrompere la gara invitando alla pace sugli spalti.

Con lo scorrere del tempo cresce il Benevento che va a pressare la metà campo del Foggia senza, però, preoccupare più di tanto Leali: è il centrocampo giallorosso a cercare il goal con i tentativi di Crisetig, Buonaiuto ed Importa; ci prova anche Insigne di sinistro mentre Coda si fa vedere poco.

Brividi al 42’ quando, per una distrazione dei giallorossi, Chiaretti ci prova e la sfera sfiora la porta di Montipò.

Al 44’ proteste in campo quando Caldirola frana su Gerbo che si era affacciato nell’area ospite. Il Foggia invoca un rigore che Marinella non lo concede anzi allontana ben tre persone dalla panchina aggiuntiva dei padroni di casa ed espelle il 25 rossonero per una pedata, da terra, ai danni di Costa: rosso per Gerbo e Foggia in 10 uomini. Partita difficile allo Zaccheria, soprattutto per l’arbitro.

Finisce il primo tempo dopo 53 minuti di gioco: una partita caratterizzata dal nervosismo finisce con l’episodio dell’espulsione di Gerbo quale metafora perfetta del clima che ha caratterizzato, fino ad ora, il match.

Si ritorna in campo per il secondo tempo e subito, al minuto 54’, ci prova la Strega con Coda che tira verso la porta scavalcando Leali ma arriva il miracoloso intervento di Ingrosso che arresta la sfera sulla linea della porta salvando il risultato.

Montipò dimostra di essere una certezza per la Strega riuscendo ad impedire, per ben due volte, il vantaggio del Foggia da punizione di Kragl.

Arriva una doppia sostituzione per Bucchi che vuole dare nuove energie alla Strega: dentro Tello (Bandinelli) ed Asencio (Buonaiuto).

Nonostante l’uomo in meno il Foggia non si arrende ma il Benevento si fa pressante fino a conquistare il vantaggio, al 74’, con Massimo Coda

Proprio Coda, che fino a questo momento si era fatto vedere poco, trascina la Strega e regala il primo goal di questa partita.

Il vantaggio della Strega è durato solo sei minuti: Kragl, da punizione, abbatte, di sinistro, un Montipò che ben poco poteva fare; pareggio alla Zaccheria.

Scendono nella mischia anche Armenteros (Coda) e l’ex Mazzeo (Kragl).

Il Benevento spinge per conquistare i tre punti necessari per riprendersi il terzo posto ed allungare sul Pescara, prossimo avversario martedì 26 al Vigorito, ma, nonostante il lungo recupero concesso, il risultato non cambia: Foggia –Benevento finisce in parità.

In questo secondo tempo abbiamo visto due formazioni molto meno nervose rispetto al primo atto del match delle 18:00.

Il Foggia ha saputo stringere i denti e non si è fatto abbattere nè dall'inferiorità numerica, nè dal momentaneo vantaggio del Benevento.

Il Benevento ci prova e spreca molto, ma conquista comunque un punto prezioso.