Abbiamo raggiunto Salvatore Soviero, ex portiere di Salernitana, Genoa, Venezia, Avellino, Cosenza, Crotone, che ci ha espresso il suo pensiero sul momento del Benevento e sul prossimo derby con l'Avellino. Tra i vari argomenti anche un passaggio sulla vicenda calcioscommesse.

Sasà, un tuo parere su questo Benevento. Ti aspettavi una classifica migliore, vista la caratura degli elementi presenti in rosa?

“Mi sarei aspettato sicuramente una classifica migliore. Per la serie C è stata costruita una squadra blasonata. Vincere non è mai facile e bisogna dare merito alla Juve Stabia che è prima in classifica. Il Benevento, però, mi ha un po’ deluso così come l’Avellino”.

Alcuni giorni fa il presidente Vigorito non si è detto proprio soddisfatto dell’andamento di questa squadra. Soprattutto dopo 16 giornate nelle quali continuano troppe sperimentazioni. Questa non vuole essere una critica al tecnico, ma un punto di domanda e una riflessione per capire se si sta andando nella giusta direzione. Qual è il tuo pensiero sull’osservazione del presidente?

“Vigorito non ha torto. Siamo a dicembre e sperimentare troppo non va bene perchè il tempo passa. Il presidente fa bene a porsi delle domande. La riflessione di Vigorito non la prenderei troppo alla leggera. Non penso che il Benevento sia stato costruito per fare i play off”. 

Cosa non ti convince di questo Benevento? 

“Il Benevento è troppo altalenante e questo aspetto non mi convince. Una squadra che vuole vincere ha più costanza, come la Juve Stabia. Perdere gli scontri diretti, nell’economia di un campionato è qualcosa che pesa molto”. 

Domenica c’è un altro derby di quelli tosti e molto attesi. Arriva l’Avellino. Che gara ti aspetti?

“Non me ne vogliate ma pur rispettando il blasone del Benevento, io sono sempre tifoso delle squadre nelle quali ho giocato. Comunque si tratta di un derby e in questi casi l’esito è sempre una tripla. Conta molto la voglia di non deludere i tifosi. Di derby ne ho giocati molti e consentimi di dire che tra i più belli che ho giocato ci metto quello tra Genoa e Sampdoria. E’ il più bello d’Italia perché, al di là delle curve, sugli spalti i tifosi delle due squadre sono mischiati tra loro. I derby vanno giocati con il sangue agli occhi”.

Di personalità ne avevi anche troppa. Sei sempre stato un tipo sanguigno. A tuo avviso, nel Benevento quanta personalità vedi?

“Più che personalità serve trovare costanza nei risultati. A Benevento, tra l’altro, io ho sempre giocato male, è la verità”.

Un tuo parere su quanto è accaduto in questi giorni per quanto riguarda la vicenda calcioscommesse che vedrebbe, fino a prova contraria, coinvolti alcuni calciatori ed ex tesserati della squadra. Questo calcio, lo dico a nome degli amanti di questo sport e di quei pochi presidenti che investono in questo settore, quanto è ancora credibile? 

“Anche qui bisogna fare delle distinzioni. Non voglio difendere nessuno e non dobbiamo fare gli ipocriti. Bisogna capire che tipo di scommesse sono state fatte. Se scommetti sulla tua squadra è giusto essere radiati perché in quel caso è illecito sportivo. Facciamo una riflessione, ma secondo voi, un calciatore che vuole scommettere, non può farlo attraverso un amico? Quindi ha giocato lo stesso. Dobbiamo avere un certo equilibrio nelle cose. Questo è il mio pensiero. Oggi c’è troppo moralismo, non si può più dire nulla. Non si può fare nemmeno uno sfottò. Si è persa quella genuinità che nel calcio serve. Il calcio è un gioco maschio. Adesso, come si riceve un calcetto si fanno voli incredibili. Facciamoci un po’ delle domande”. 

Sezione: In primo piano / Data: Gio 07 dicembre 2023 alle 06:52
Autore: Claudio Donato
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