B-Side, L'altro lato del calciatore...GIOVANNI LA CAMERA: "Io, Monica e il pallone.."

Siciliano, diplomato geometra, sposato con la giornalista Monica Bertini, di Ciro Vigorito dice: "Era un piacere parlare di calcio con lui"
14.04.2012 07:29 di Giovanna Romano  articolo letto 11052 volte
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
B-Side, L'altro lato del calciatore...GIOVANNI LA CAMERA: "Io, Monica e il pallone.."

Siciliano e simpaticissimo… descrivere Giovanni La Camera non è affatto difficile. E’ uno dei volti più noti del calcio a strisce gialle e rosse, 3 stagioni incredibili, un arrivo accompagnato da grandi credenziali, poi tanti alti e bassi. E quest’anno l’esplosione, tant’è che sistematicamente e domenicalmente riceve i complimenti degli addetti ai lavori che lo inseriscono tra i migliori in campo.
Nella vita privata, Giovanni è nato a Messina il 29 dicembre 1983 sotto il segno del Capricorno. Mamma Annamaria e papà Domenico sono entrambi pensionati ex dipendenti Telecom. Giovanni ha un fratello, Gregorio, che ha 26 anni ed è proprietario di un bar a Messina.
Juventino di cuore, La Camera è sposato da giugno 2011 con Monica Bertini, giornalista sportiva. Giovanni e Monica si sono conosciuti a Rimini, lei seguiva il Parma, lui giocava nella squadra romagnola, autentica rivelazione di quegli anni. Ed è stato amore, attualmente hanno casa a Parma, dove Giovanni la raggiunge tutte le volte che può.


Molto amante della cucina, (“Piatto preferito? La pasta al forno di mamma e i tortellini panna e prosciutto di Monica”), ci ha confidato che una domanda che non si è mai fatto è cosa avesse fatto se non fosse diventato calciatore: “Forse..ma molto forse- ha sorriso- avrei aperto un ristorante”.
Calcisticamente, ha iniziato a giocare da piccolissimo, alla tenera età di 7 anni, con le giovanili del Messina. Poi 2 anni in serie D con il Delianuova e il Lupa Frascati, altri 2 nei dilettanti con l’Ortana e il Deruta. Poi una brevissima esperienza con il Casale Monferrato in C2.  Nel 2006 lo acquistano in comproprietà Lanciano e Padova ma lui nella società bianco scudata non ha mai giocato visto che nel 2007 compie il grande salto, approdando in serie B con il Rimini. Nel 2009 eccolo al Benevento.


Diplomato geometra, fuori dal campo, è un ragazzo normalissimo: “Mi piace stare a casa, ma anche uscire con i miei compagni, chiaramente quando non c’è mia moglie perché quando c’è lei, ci passo tutto il mio tempo.  Non ho bisogno di cose eclatanti per divertirmi, mi basta anche una passeggiata in centro o un cinema. Per il resto sono appassionato di cinema, di macchine e di orologi.
Con Monica invece condivido la grande passione per il calcio: visto che facciamo lo stesso lavoro, per noi diventa spesso anche motivo di confronto
”.
Altra passione di Giovanni: la tv. Mi piacciono molto i programmi di seconda serata, come Matrix, Chiambretti Night”.Il suo cantante preferito è Michael Jackson ma la musica gli serve soprattutto per rilassarsi: "La ascolto sempre, soprattutto prima di qualche partita. Mi serve per rilassarmi e per concentrarmi".


Quando parliamo della sua carriera, è un fiume in piena: “Il mio ricordo più bello? Ne ho almeno 3: l’esordio in serie B con il Rimini sul campo del Frosinone; il 1° gol in serie B sempre con la maglia del Rimini. E poi come potrei dimenticare l’aver giocato nello stadio di Messina contro il Messina sempre con la maglia del Rimini. Pensa che quel giorno a vedermi c’erano tutti: la mia famiglia, i miei genitori, i miei amici.
Anche di ricordi brutti ne ho purtroppo: uno è la finale play out persa contro l’Ancona che decretò la retrocessione del Rimini. L’altro, un po’ più recente, è la sconfitta ai play off contro il Varese di 2 anni fa. Era il mio primo anno al Benevento e ci tenevo in maniera particolare
”.


Il ricordo dei play off porta alla mente un nome: Ciro Vigorito. Che La Camera ha conosciuto benissimo: “Il Presidente? Mi fermavo spesso a parlare con lui dopo gli allenamenti- ha sorriso Giovanni- lui era molto presente ed era un vero piacere confrontarsi con lui. Era un cultore del pallone eccezionale. Con lui c’era un rapporto presidente-calciatore diretto, faccia a faccia, senza formalismi. Un rapporto leale insomma. Non ti sentivi mai in soggezione”.
Racconta infine di non essere scaramantico né di leggere quello che i giornali scrivono di lui: “Al massimo mi può capitare di leggere qualcosa la mattina mentre faccio colazione. Ma non sono un fissato”.
Chiusura con il capitolo-sogni: “Dal punto di vista personale, mi auguro sempre la salute per me e per le persone a cui voglio bene. Mi auguro di avere sempre al fianco una splendida famiglia e dei bambini. Calcisticamente..beh..vorrei giocare in serie B l’anno prossimo” lascia intendere Giovanni. Chissà con quale maglia…