B-Side, L'altro lato del calciatore ...EMANUELE D'ANNA...il moschettiere giallorosso tutto Inter, shopping ed Emanuela...

La storia del calciatore per che rilassarsi ascolta Checco Zalone ed Alessandro Siani
17.12.2011 08:17 di Giovanna Romano  articolo letto 3252 volte
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
B-Side, L'altro lato del calciatore ...EMANUELE D'ANNA...il moschettiere giallorosso tutto Inter, shopping ed Emanuela...

A guardargli la carriera fai quasi fatica a pensare che la persona che ha un curriculum così e quella che hai di fronte siano la stessa cosa: inizio nelle giovanili del Milan, poi 3 anni a Chieti (serie C), poi Piacenza, Arezzo, Juve Stabia. Nel 2007 l’arrivo a Pisa e proprio nella città della Torre, la carriera gli si raddrizza: vittoria del campionato di serie C1 e approdo nella serie cadetta. Parlando di quella vittoria, lui la definisce “il ricordo più bello della mia vita, un’esperienza indimenticabile”. Ma il meglio deve ancora venire. Nel 2008 la consacrazione definitiva: D’Anna sbarca nella città di Giulietta e Romeo ma sulla sponda Chievo. Quindi il ritorno a Pisa ed è lì che lo pesca il Benevento. D’Anna è nella città delle streghe da 3 stagioni: inizio difficile, poi la ripresa. Infine la riscoperta di un nuovo D’Anna che da centrocampista passa a fare il terzino.
Insomma, una di quelle carriere che ti fanno quasi venire la pelle d’oca.
Lo incontriamo al termine dell’allenamento. Ci racconta che è nato a Baiano (in provincia di Avellino) il 23 maggio 1982 sotto il segno dei gemelli. E’ sposato con Carmelina Fiore, si sono conosciuti tramite amici comuni dato che vivono nello stesso paese. Da circa 1 anno è papà della bellissima e dolcissima Emanuela. Parlando di lei, gli vengono i lucciconi agli occhi: “E’ veramente meravigliosa. Quando torno a casa e la vedo, all’improvviso mi dimentico di tutto e non riesco ad avere occhi che per lei. Certo- sorride- ti dà tanto da fare. E’ diventato quasi un doppio lavoro. Di solito è anche una bimba tranquilla ma come tutti i bimbi ha una vivacità fuori dal comune”.
Fuori dal campo, Emanuele D’Anna è una persona come tanti: amante della vita tranquilla e con tante passioni. “La prima- sorride- è quella per lo shopping, poi mi piace uscire con gli amici, amo la compagnia, mangiare fuori, riposarmi, guardare la tv soprattutto i film d’azione. Il mio programma preferito? I tg- racconta- Studio Aperto in primis, ma in sostanza li guardo tutti. Mi piace l’informazione in generale. Un altro mio grande amore –aggiunge poi- oltre naturalmente a mia moglie e mia figlia è l’Inter”.
Il suo piatto preferito la pasta al forno, poi ci racconta che, se non avesse fatto il calciatore, sarebbe diventato insegnante di educazione fisica.
Nello spogliatoio è soprannominato il moschettiere e scopriamo che la paternità del nomignolo è ancora una volta di Giovanni Micco.
Una cosa che ama del mondo del calcio è l’allegria che si respira nell’ambiente “quando ovviamente –sottolinea- ci riusciamo. Oggi forse ci sono troppi interessi in gioco e si è un po’ perso il senso vitale di questo sport. Assistiamo infatti a troppi episodi di violenza ed è una cosa che odio molto”.
Uno dei ricordi più tristi della sua carriera è la semifinale play off persa nel 2011 contro la Juve Stabia: “Ci tenevo particolarmente- racconta- poi alla delusione per la sconfitta si è aggiunto quanto successo nel dopo gara che tra l’altro –ricorda con un mezzo sorriso- mi è costato 3 giornate di squalifica. La tensione era tanta e non si è capito più nulla”.
Poi cambiamo argomento: la scaramanzia.Di solito se durante la settimana faccio determinate cose e poi la domenica va tutto bene, la settimana successiva le ripeto quasi meccanicamente. Prima della partita amo molto rilassarmi ascoltando le chicche di Alessandro Siani e Checco Zalone che mi divertono un sacco. E se poi in gara va tutto come deve andare, mi ripeto anche per la settimana successiva”.
Poi passiamo a parlare di Ciro Vigorito: “Una persona indimenticabile in tutti i sensi- ricorda il calciatore- ha lasciato un grande vuoti e un grande ricordo. E’ grazie a lui che oggi sono al Benevento”.
Sogni particolari non ne ha: “Sul piano calcistico, spero di vincere qualcosa di importante con il Benevento. Sul piano personale…beh…mi auguro tutto il meglio per Emanuela, che possa realizzare tutti i suoi sogni. Per me spero sempre di vivere in serenità con mia moglie e la mia bimba”.
E un altro bimbo? Chiediamo scherzando. “Beh..per ora no- risponde con un sorriso- poi…mai dire mai…
Carmelina è avvisata.