BENEVENTO, TANTA VOGLIA DI RIPRENDERE. INZAGHI: "I MIEI RAGAZZI È UN MESE CHI MI CHIAMANO TUTTI I GIORNI..."

Il tecnico piacentino, intervenuto ai microfoni della Reggina, ha parlato delle sensazioni in vista della ripresa, della cavalcata promozione e raccontato un curioso aneddoto sul centrocampista giallorosso Viola.
22.05.2020 16:29 di Gerardo De Ioanni Twitter:    Vedi letture
BENEVENTO, TANTA VOGLIA DI RIPRENDERE. INZAGHI: "I MIEI RAGAZZI È UN MESE CHI MI CHIAMANO TUTTI I GIORNI..."

Il Benevento e Filippo Inzaghi contano i giorni che li separano dal ritorno in campo, quantomeno per gli allenamenti. Finalmente lunedì sarà il giorno della ripresa e i giallorossi, guidati da Super Pippo, potranno tornare a prendere confidenza con il rettangolo verde dell’Imbriani. Lo faranno con la consapevolezza e la serenità di chi sa che il grosso del lavoro è stato fatto e dovrà soltanto godersi, per quanto possibile visto il periodo, la meritata gloria (con la A maiuscola).

Delle sensazioni in vista di questa ripresa, dell’eccezionale cavalcata promozione e di tanto altro ne ha parlato proprio il tecnico giallorosso, Filippo Inzaghi che, ai microfoni ufficiali della Reggina Calcio, ha anche raccontato un curioso aneddoto sul calabrese Viola. Queste le sue parole:

RIPRESA – “Lunedì ricominceremo con gli allenamenti individuali e penso dobbiamo fare di tutto per completare quello che è stato iniziato. Chiaramente la salute è al primo posto ma si vede che in questo momento le cose vanno meglio. C’è stata la riapertura, sono state aperte le fabbriche, i negozi ed è giusto per noi del calcio cercare di fare di tutto per portare al termine un campionato che era ormai alla fine. Se fossimo stati all’inizio era giusto non tentare nemmeno ma così credo ci siano buone probabilità di finire. Mi auguro si possa portare al termine il campionato. Speriamo che vada ogni giorno sempre meglio dal punto di vista sanitario che poi è la cosa più importante e che poi noi si possa tornare a fare quello che abbiamo sempre fatto”.

DIFFICOLTÀ DOVUTE AL LUNGO STOP – “Penso che dal punto di vista mentale e psicologico non avremo nessun problema. E’ un mese che i ragazzi mi chiamano tutti i giorni dicendomi che non vedono l’ora di tornare a giocare. Il calcio ha, comunque, una grande importanza a livello sociale e una sua ripresa può servire anche come messaggio di incoraggiamento per la gente. Ciò che è accaduto non sarà cancellato, anzi spero ci serva da lezione, ma purtroppo la vita deve andare avanti e noi abbiamo l’obbligo di tornare in campo. E’ chiaro che per noi la tensione è minima perché siamo già in serie A. I giocatori sono ottimi professionisti e si sono allenati a casa; chiaramente mancherà un po’ di condizione ma giocando ogni tre giorni la troveranno facilmente. Ora avremo un mese per allenarci e credo non ci saranno problemi”.

SARÀ UN CALCIO DIVERSO – “L’importante è tornare a giocare in sicurezza, col protocollo giusto. Tutti abbiamo grande voglia di tornare in campo. Certamente non sarà il calcio di prima e sarà un sacrificio giocare senza gente ma abbiamo l’obbligo di provarci in tutti i modi”.

SULLA SERIE B – “La serie B la conosco bene: l’ho fatta da giocatore e poi da allenatore con Venezia e ora Benevento. Quest’anno il direttore e il Presidente mi hanno fatto trovare un gruppo davvero molto forte. E’ vero anche, però, che non basta essere forti sulla carta. Prendiamo ad esempio Cremonese ed Empoli, che sicuramente erano alla nostra altezza e qualcuno li dava avanti a noi a inizio stagione. Ora sono dietro di 30 punti circa”.

SULLA STAGIONE DELLA STREGA – “È evidente che noi abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Non vinci 21 partite e non sei imbattuto da 19 gare consecutive per caso. Abbiamo battuto la Juve di Del Piero, Nedved e Trezeguet. I ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario e il rammarico è che in questi mesi qui avremmo dovuto prenderci gli applausi che ci siamo meritati. Nella carriera di un allenatore non succede spesso di fare una stagione del genere e essere in A già a gennaio”.

SUL “DUELLO” CON IL FRATELLO SIMONE – “Non c’è dibattito, Simone ha dimostrato di essere più bravo. Lo dicono i numeri e i risultati che ha ottenuto. Certo che tra me e lui sono 40 partite senza sconfitte, è un bel dato”.

SU VIOLA – “Nicolas, come gli dico sempre, ha perso tanto tempo in B perché è secondo me un giocatore di un’altra categoria. Per me è stata una sorpresa positiva, soprattutto come persona e come uomo, anche perché come calciatore già lo conoscevo. Si allena in una maniera incredibile, ha una palestra in casa.

Il primo giorno che divenni l’allenatore del Benevento feci un giro di telefonate e chiamai anche lui per dirgli che avevo grande fiducia in lui e mi disse: “mister, io voglio arrivare in Nazionale”. Questo ti fa capire la mentalità che ha e per raggiungere i suoi obiettivi dà davvero l’anima. Quest’anno per noi è stato importantissimo, un vero trascinatore, un professionista esemplare dentro e fuori dal campo. Poi ha fatto anche 9 gol, quindi penso abbia fatto molto bene”.

IL SOGNO – “Il mio sogno più bello è fare quello che sto facendo. Amo tantissimo il mio lavoro. Mi dà grandi emozioni. Alleno da poco ma già mi sono tolto delle soddisfazioni e mi reputo una persona molto fortunata. Il calcio mi ha già dato tanto e non posso chiedere di più. Quello che verrà sarà tutto di guadagnato”.