Attenuatasi l’adrenalina del post gara con il Matera, è arrivata, quanto mai necessaria, la “voce” del Presidente, l’Avvocato Oreste Vigorito. L’ennesimo messaggio per i pessimisti cosmici ma anche per tutti quelli che continuano a crederci, nonostante il momento difficile. Le sue parole come sempre pesate e ricche di spunti di riflessione, per tutto l’ambiente. Un invito sentito a contenere una sempre più evidente insoddisfazione ed a mantenere la calma e la necessaria freddezza in un momento molto particolare e sfortunato per noi.

Ovviamente anche per me è stato importante apprendere il pensiero del massimo dirigente. Non è che io non abbia imparato a conoscere il Presidente, però credo sempre che sia molto meglio apprenderne direttamente il pensiero e non essere costretti ad intuire, molto spesso sbagliando. Io prediligo sempre una spinosa verità, poche ma significate parole pronunciate anche a muso duro, a una qualsiasi illazione nata dalla distorsione mediatica e massiva del silenzio. Ecco, forse è proprio il prolungato astenersi dal commentare o dal dare indicazioni che crea una carenza e quindi difetto di comunicazione. La scelta di Oreste Vigorito è da rispettare, come ogni decisione personale (di ogni individuo), ma troppe volte è mancata proprio la sua parola, pesante, a zittire ogni tipo di boutade. E giusto che lui per scelta lasci sempre la parola agli attori, ma ci sono dei momenti storici durante i quali credo sia di fondamentale importanza un suo intervento. E lui questo lo sa molto bene.

Le voci destabilizzanti, oramai è una consuetudine. Si legge di tutto e di più, e non mi riferisco ai giudizi personali dell’estensore. Le idee o i giudizi di chi le pubblica sono sempre legittime se rimangono nei limiti della correttezza e del rispetto dei ruoli, quindi vanno prese per ciò che rappresentano: semplici opinioni, non certo la verità. Quando, invece, le bordate d’attacco nascono dalla frustrazione e vengono pubblicate su siti o testate almeno sospette, beh, credo non valga neppure la pena commentarle. Il cretino catodico, successivamente trasformatosi in cretino 2.0,  continua ad imperversare sulla rete. Usa un buon numero di “firme” differenti per gettare discredito sui giallorossi, direttamente o indirettamente, non è certo una novità. Basta fare una veloce ricerca di certe illazioni per capire immediatamente che le firme sono due o tre, a giro, a rilanciare notizie (?) potenzialmente dannose. In verità, qualche volta l’effetto dirompente sulla piazza c’è stato, fortunatamente limitato.

Se vogliamo, quello che manca in casa nostra è proprio un accurato lavoro di controffensiva o almeno di risposta. E’ ovvio che non si può stare ogni giorno a smentire o a correggere certe notizie, ma è chiaro che, anticipando i tempi su certe situazioni, si potrebbe stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di “sabotaggio”. Non è certo “impossibile” monitorare la rete e i numerosi media che trattano l’argomento calcio. Tenendo conto che la viralità di certe informazioni è dovuta soprattutto alla globalizzazione dell’informazione, per quanto inverosimile essa possa dimostrarsi, e che avviene soprattutto attraverso i social network.  Basterebbe essere più attenti a quanto accade e usare "l’idrante" dell’informazione ufficiale per spegnere ogni focolare pericoloso. Aggiungo: il sito ufficiale della nostra squadra dovrebbe riacquistare centralità e soprattutto dare immediato riscontro e informazione a chi, ad esempio, per la prima volta dovesse cercare in rete la parola “Benevento Calcio”. Oggi, invece, è quasi declassato a semplice bacheca per la resa pubblica e divulgazione di notizie, di certo importanti, ma quasi sempre non al passo con i tempi e della costante domanda. Basta farsi un giro sui siti ufficiali di altre società e fare un immediato confronto. Non è questa una polemica, ma una semplice e significativa constatazione fatta da tanti.

Criticare le scelte del tecnico o la prestazione di qualche calciatore non è disinformazione. Chi scrive o pubblica opinioni, soprattutto quelle negative, può certamente sbagliare, anzi, molto spesso si augura di averlo fatto. La disinformazione purtroppo è anche lasciare che certe voci circolino in maniera incontrollata e sulle quali troppo spesso s’interviene in ritardo o addirittura rimane il silenzio, circostanza, questa, che non fa altro che favorire il fuoco nemico. Sul nostro sito, ad esempio, quando rilanciamo notizie (o presunte tali) di calciomercato (altra nota dolente..) usiamo sempre il condizionale. E quando iniziano a circolare certe voci, per quanto si debba usare la massima cautela e pur non riuscendo a rintracciarne la fonte, è impossibile non pubblicarle. Però, avendo da tempo accettato di buon grado l’invito a rendere “pubblici” solo i comunicati ufficiali della Società, stante la situazione attuale, noi rischieremmo sempre di bucare ogni notizia, purtroppo.

Il compianto Dott. Mario Cotroneo ci ripeteva sempre che, per vincere, occorre che ci sia assoluta sincronia tra le cinque componenti fondamentali del calcio: squadra, tecnico, società, pubblico e stampa. A mio avviso, a Benevento questo automatismo funziona quasi (ehm..) bene. E’ indispensabile, però, oliare il meccanismo con tanto buon senso (di tutti) e reciproca e costante comunicazione tra le parti. Questo non vuol dire che la Società debba rendere pubbliche le proprie strategie o debba dare conto delle scelte operative e gestionali. Semplicemente, basterebbe anticipare i tempi sul "fatto calcistico", qualunque esso sia, e per ciò che è possibile rendere tutti più partecipi, coinvolgendo ognuno, per il suo ruolo,  in maniera costruttiva. A beneficio di chi ama la squadra e quella maglia o ne segue rispettosamente le vicende semplicemente e soltanto per professione. Soprattutto a chi è "lontano" da qui. Con buona pace e a sicuro discapito di chi, invece, rema contro, getta fango e prova con tutti i mezzi a ostacolare il nostro cammino.

A ognuno il suo ruolo, condivido assolutamente, ma proprio in virtù delle rispettive responsabilità, e nel pieno rispetto di chi investe soldi, tempo e credibilità, occorre quanto mai sincronizzarsi –nuovamente- per far girare in maniera perfetta il motore giallorosso.

 

 

Sezione: IL PUNTO di M.Mulè / Data: Mar 09 dicembre 2014 alle 10:45
Autore: Marcello Mulè
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