Un'altra sconfitta senza attenuanti. Anche il Verona ha passeggiato (vincendo facilmente ma con pieno merito) su ciò che è rimasto della squadra che, fino alla vittoria esterna di Cagliari, mi aveva fatto entusiasmare. E che oggi non riconosco davvero più.

Prestazioni sempre over the top quelle dei i giallorossi, che hanno generato in me entusiasmo, sempre misurato però: nessun volo pindarico. Ho sempre avuto la percezione, tramutatasi spesso in consapevolezza, di avere una squadra votata alla battaglia, al non volere soccombere a non lasciare neppure un fallo laterale agli avversari. In campo i ragazzi di Inzaghi applicavano il  “mors tua, vita mea” e così sono arrivati punti e prestazioni di spessore. Ad esclusione della partita casalinga con lo Spezia, sotto il profilo delle prestazioni e dell'intensità, non c'è stata gara in cui i sanniti non abbiano lasciato il segno, anche quando sono usciti sconfitti dal campo. Nessuna brama (neppure nascosta) di Europa League, ma una crescente certezza in me che la salvezza (il nostro scudetto...) fosse alla nostra portata.

Poi, all'improvviso, il motore s'è spento. La squadra sembra essersi smarrita, da un giorno all'altro. Quel Benevento non c'è più. Pensare che, la squadra vista nelle ultime uscite sia la stessa che ha messo in difficoltà anche alcune big del campionato, sembra quasi impossibile! Ciò che è più evidente oggi, è la mancanza di una chiara identità. I calciatori sembrano essere undici sconosciuti messi lì a caso, che balbettano calcio. Confusionari, a tratti molli e poco reattivi. In più occasioni, nel corso delle gare, viene meno quell'aggressività indispensabile quando s'affrontano squadra di livello tecnico-tattico superiore. Il Benevento in campo, oltre agli errori individuali (che possono esserci) e all'inesperienza di qualche atleta (non ancora pronto o addirittura inadatto per la serie A), sembra sempre avere una se non due marce in meno rispetto agli avversari. Questo è evidente. Poi, può darsi che sia solo un problema di testa. I risultati di certo non incoraggiano, soprattutto i calciatori meno avvezzi a simili tensioni. E questo spiega anche i tanti errori marchiani che commettiamo in ogni partita, alcuni da dilettanti allo sbaraglio.

Dov'è finito quel Benevento? Cosa ne ha minato a tal punto le prestazioni? Calo fisico generale? Le altre squadra hanno capito come affrontarci e soprattutto come renderci addirittura inoffensivi? Possibile, al di là del modulo attuato, che non riusciamo più a renderci pericolosi nella trequarti avversaria? Possibile che non vi sia un sistema di gioco diverso da utilizzare? Tatticamente, è pensabile attuare qualcosa di diverso e alternativo, da proporre anche durante lo svolgimento delle gare senza dover stravolgere l'undici iniziale con un inutile tourbillon di sostituzioni?

Io non m'aspetto risposte, inutile e vacue parole, ma prestazioni adeguate alla categoria e risultati. Soprattutto prestazioni però. Sperando di rivedere quella squadra che mi aveva (e ci aveva) fatto entusiasmare. Lottando su ogni palla e su ogni zolla del campo, emozionandomi anche quando usciremo sconfitti, se ancora accadrà.

Sezione: IL PUNTO di M.Mulè / Data: Gio 04 marzo 2021 alle 14:00
Autore: Marcello Mulè
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