I complimenti si sprecano e sono più che meritati. Ventotto punti frutto di otto vittorie, quattro pareggi e zero sconfitte. Media punti a gara di 2,333: serve altro? Questo è il cammino di una squadra che punta dritto alla promozione. Si. fate tutti gli scongiuri che volete, ma è così. Non bisogna affatto intimorirsi, questi sono risultati frutto del lavoro, del sacrifico, della compattezza di uno spogliatoio d'acciaio e anche di un "pizzico di fortuna" che nel corso di una partita non guasta mai, certo. Ma non certo frutto dellla casualità.

Fortuna che però, messa su una ideale bilancia, ponendo sull'altro piatto gli infortuni e l'emergenza continua che Fabio Brini ogni domenica deve affrontare a causa di assenze pesanti e della carenza di sostituti di ruolo, soprattutto a centrocampo, penderebbe vistosamente a nostro sfavore. Quindi la nostra è una fortuna "relativa".

Uno psicologo è colui che va allo stadio, o in qualsiasi altra manifestazione richiamante le masse e, invece della partita o dello spettacolo, guarda il pubblico. A tratti, domenica scorsa, io mi sono distratto proprio ad osservare la gente, i tifosi. Non sono certo uno strizzacervelli, inevitabilmente, però, dopo decenni di frequentazione assidua del nostro catino in riva al Sabato, un'idea fondata me la sono fatta sui tifosi, eccome. La vittoria è la migliore medicina, una panacea di assoluta efficacia contro ogni tipo di "malessere". Se penso a ciò che accade "oggi" allo stadio e ricordo il recente passato, rimango a dir poco strabiliato. Certo, non ci voleva uno scienziato per capire che la malmostosità e la polemica "ad oltranza" di una certa parte del pubblico giallorosso fossero causate proprio dalla mancanza di successi e di affermazioni importanti. Le delusioni, purtroppo, sono state tante. Era chiarissimo che, una volta arrivato il vento (e già...) a gonfiare le nostre vele, finalmente, tutto sarebbe tornato nella normalità. E' talmente elementare, però...

Però, da studio psicologico sono "coloro" (il numero è indefinito) che fino a qualche mese fa stavano fuori dallo stadio a contestare - sacrosanto diritto, sia chiaro - a lanciare strali contro il Presidente Vigorito e la sua Società "rea" di non volere vincere (e di altre amenità sulle quali credo sia molto meglio stendere un velo pietoso) ed invece adesso esultano e si esaltano orgogliosamente, godendosi i risultati fin qui entusiasmanti della squadra. Tifosi che erano "contro" a prescindere (loro affermazione) ed oggi, invece, sono lì a festeggiare, a godersi il frutto piantato proprio dal "malsopportato nemico (?)". Non può che essere l'influsso dello strabiliante potere della vittoria. Ovviamente questo che viviamo è ancora "un momento", considerando che il campionato è ancora lunghissimo e le battaglie da affrontare sono tante e difficili. Nulla è stato conquistato, c'è da lottare, sudare, soffrire.

E allora, ho pensato domenica guardando la gente prima, durante e dopo la partita, la vittoria più bella se la sta gustando Oreste Vigorito. Una vittoria morale che vale dieci promozioni. Aver avuto la meglio sulla diffidenza, sul preconcetto, la dietrologia da bar, sulle cattiverie gratuite e su qualche offesa personale di troppo, ingiustificata ed incomprensibile. Senza fare una piega lui ha continuato nel cammino e nel solco tracciato anni fa, forte di un progetto concreto e lungimirante che, come tale, poteva anche comprendere difficoltà e ostacoli non sempre adeguatamente preventivabili. E poco importa come finirà questo campionato, perchè le spalle larghe di quest'Uomo che da solo sostiene tutto (e tutti), mai pentito della scelta, sono l'unica concreta base per poggiare ogni nostra ambizione calcistica. Chi ancora pensa ad altro/i se ne faccia una ragione o, adesso sì, magari ricorra all'ausilio di qualche seguace di Sigmun Freud...

La squadra nel derby ha saputo soffrire, mettendo nella gara quel cinismo e una determinazione da vera leader. Certo, a qualcuno dei tifosi una marcata tachicardia non sarà ancora passata, ma io credo che anche con la squadra al completo in ogni reparto, comunque non sarebbe stato facile superare la Casertana. E non sarà affatto facile sconfiggere ogni avversaria che incontreremo nel prosieguo, lo scrivo da tempo. Mettetevi nei panni di chi ci dovrà affrontare: arriva la capolista, la squadra da battere, quella con l'organico da serie superiore e con una società che mira al salto di categoria. Ovvio che le motivazioni in più e la voglia di farci uno sgambetto la forniamo proprio "noi", inducendola agli avversari. Bisogna sapersi adattare e convivere con questa realtà. Prova di maturità è anche andare su tutti i campi e giocarsela come se fosse la finale contro un'avversaria di pari livello che vuole farci "cadere"...

Continuiamo sulla strada della concretezza e del pragmatismo, è un invito per tutti i tifosi e per lo stesso Brini. Il campionato inizia ogni qualvolta i giallorossi scendono in campo, fino all'ultima giornata. Conta solo vincere, possiamo farlo rimanendo compatti e senza esaltarci più del dovuto. La forza è stare tutti insieme, perchè uniti si vince e solo così.

Sezione: IL PUNTO di M.Mulè / Data: Lun 10 novembre 2014 alle 11:00
Autore: Marcello Mulè
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