Articolo di Daniele Piro

Perdonatemi se l'articolo odierno è pieno di ovvietà e verità sulle quali si è detto già di tutto e di più, ma la mente è poco lucida e la fretta di dover buttare giù qualcosa nei pochi ritagli di tempo libero, spesso non è foriera di buoni risultati.

Le ovvietà sono almeno tre che vado ad elencarvi.

La prima è che come sempre, almeno calcisticamente, siamo nati per soffrire: ormai bisogna fare la corsa solo sui noi stessi e sulle nostre convinzioni ,ultimamente meno ottimistiche di qualche settimana fa.
La seconda è che sebbene il territorio sannita sia pieno di prodotti ed eccellenze culinarie, che i manicaretti sfornati dalle nostre parti fanno invidia anche alla tavola del Re, e che siamo la Patria del torrone e di dolci unici, purtroppo dobbiamo constatare che Masterchef non abita nel Sannio perché dalle nostre parti non sappiamo fare i biscotti. Si, i biscotti, quelle delizie che tanto fanno impazzire il palato e che spesso vengono sfornati e dati in pasto in occasioni importanti. Il Sannio non ha questa tradizione "sfornabiscottara"; evidentemente la popolazione autoctona soffre di diabete o colesterolo tale da non potersi permettere simili leccornie. Leccornie che invece, soprattutto nel periodo post primaverile, vengono dispensate a destra
e manca nel resto dello stivale. A Verona si fanno dei biscotti eccellenti, a Udine nun' n' parlamm proprio. In terra friulana inoltre, i proprietari del forno, dopo essersi resi conto che i biscotti sfornati da dare in pasto agli avversari potevano risultare un boomerang per loro stessi, hanno improvvisamente chiuso la cucina,
mandato tutti gli inservienti in ritiro, comunicando loro che mai e poi mai dovranno continuare con simili delizie da sfornare, soprattutto nei confronti di colleghi di altre squadre del Sud Italia ed hanno richiamato per l'occasione anche il capo chef che si era escluso in occasione di una dimostrazione culinaria la settimana
precedente quando ormai il dolce era in tavola

Per finire, punto terzo, la mancanza della cosiddetta "ciorta," quella che dalle parti del Vigorito si è vista pochissimo o quasi mai se non in occasione della partita col Bologna. In altre occasioni casalinghe si è persa la possibilità di fare bottino pieno a pochi istanti dalla fine o quasi, ma soprattutto c'è una squadra che deve
aver fatto un patto col diavolo al di là di gioco e prestazioni che comunque non son mai mancate. Questa squadra si chiama Spezia che sta ancora vivendo della ciorta di aver acciuffato lo scorso anno i play-off a fine campionato, con promozione in Serie A dopo aver rischiato il ko interno col Frosinone in finale e che continua imperterrita ad essere baciata dalla fortuna in questo campionato. Vince a Napoli in 10 dopo aver subito l'impossibile, rimonta il Crotone in 2 minuti finali, e ieri sera la ciliegina sulla torta di fare una intera partita sulla difensiva, segnare su uno dei due tiri in porta grazie alla complicità di Handanovic, di essere salvata da due pali e da due gol annullati per millimetrici fuorigioco in 3 minuti. Per la serie "la fortuna è cieca ma la sfiga ci coglie benissimo".

Qua mi sa che invece di essere noi le Streghe siamo stati stregati e la "troppa grazia" dell'incantesimo negativo spezzato delle due promozioni consecutive ce la stanno facendo pagare con gli interessi.
Certo, al di la di battute scherzose e riflessioni semiserie è pur vero che stiamo facendo di tutto per renderci il cammino difficile.

Nove punti nel girone di ritorno sono una miseria e se consideriamo che non abbiamo mai vinto nel girone di ritorno fra le mura amiche, i prossimi due match interni con Udinese e Cagliari non sono forieri di segnali positivi, visto anche che, ironia della sorte, le due squadre menzionate sono la "sfornante biscotti" e la "beneficiante biscotti" di ieri.

Sul match confesso di non aver seguito gli ultimi 15 minuti. Stavo soffrendo troppo e non avevo più unghie, patatine, pop-corn da mangiare. Ho cambiato canale ed ho seguito Spezia -Inter sperando di tirare i piedi ai liguri ma ho finito per intossicarmi ancor di più nel vedere quanta ciorta sia calata sul "Picco" ieri sera.

Sui 75 minuti visti cosa dire? Una squadra che ha fatto il contrario delle ultime prestazioni. Più sbarazzina e votata all'attacco nel primo tempo con la coppia lì davanti più amalgamata del momento (Gaich-Lapadula), più attendista e spesso dietro la linea della palla con tutti gli effettivi nella ripresa, quando la paura di perdere è subentrata e con essa un atteggiamento più remissivo e rinunciatario.

Certo se il pallone girato di testa da Gaich fosse entrato in porta con Perin ampiamente sorpreso, sarebbe stata tutt'altra musica, ma è anche vero che forse è stato l'unico sussulto di una ripresa in cui abbiamo arretrato di molto il baricentro.

Gaich è sembrato spento, ma forse ciò è dovuto anche ad un tipo di gioco che non gli si addice stazionando troppo nella zona centrale del campo per avere qualche pallone giocabile. Se un corazziere di 194 cm e 85 kg di peso deve fare ogni volta 40/50 metri di campo per avere dei palloni giocabili è lampante che si stanchi troppo. Nelle due occasioni in cui si è fatto trovare nei pressi o in area di rigore avversaria ha sfornato un colpo di testa che avrebbe meritato miglior sorte, anzi ciorta, e si è purtroppo incartato su un dribbling riuscito a metà che lo stava mettendo solo davanti a Perin.

Improta ha pagato dazio probabilmente avendo ancora addosso le tossine derivate dalle sgroppate romane e finalmente Lapadula è tornato al gol senza VAR a bloccargli l'esultanza in gola, condita da una prestazione maiuscola.

Note dolenti purtroppo dal reparto arretrato, quello del quale Glik si era fatto carico di erigere un muro. Sto muro mi sa che o è fatto di argilla o i "fravecatori" che lo stanno tirando su non sono dei "masti" ma solo "guaglion' ".

Barba distrugge il primo vantaggio con un tentativo di rinvio in piena area piccola che si rivela un assist al bacio, e sul secondo pari un po' la solita ciorta mancante su un rimpallo, un po' la poca reattività di Depaoli, permettono a Pandev di potersi recare finalmente all' INPS per produrre la domanda di pensione avendo raggiunto la famigerata quota 100.

Ormai ho perso il conto di quanti gol abbiamo regalato per nostre disattenzioni o per svarioni difensivi più che averli subiti per grandi giocate avversarie. Purtroppo la qualità tecnica della squadra lascia molto a desiderare,
soprattutto nelle retrovie e meno male che ieri almeno dalla nostra tre quarti in su c'è stato un Viola sontuoso che è uscito stremato per il gran lavoro fatto compensato dalle belle giocate e dai numeri di alta scuola sfornati, (questi si, altro che biscotti). Peccato che l'altro uomo di qualità nemmeno ieri si è visto (Falque), che l'altra scommessa di centravanti sia diventato il soggetto una puntata di "chi l'ha visto " (Moncini) e se aggiungiamo anche la mancata entrata in campo di Caprari non al meglio, non possiamo poi storcere il muso se, purtroppo, subentrano Insigne e Di Serio.

E meno male che negli ultimi spezzoni di partita nei quali è stato chiamato in causa, Dabo sembra tornato ai livelli pre-covid, reattivo e combattivo soprattutto nel gioco aereo.

Cosa aspettarsi da questo ultimo mese pieno di incroci cruciali? Francamente non lo so.

Se il vento è quello del girone di ritorno la vedo black soprattutto per i taciti accordi sottobanco fra presidenti compiacenti che finiranno per farsi piaceri non da poco. Continueremo a non avere nemmeno la ciorta dalla nostra.

La Roma sulla carta è una signora squadra ma ormai ha mollato il campionato per puntare tutto alla Europa League. Indovinate con chi giocherà il Cagliari Domenica?

Noi in trasferta troveremo invece due squadre già di per se improponibili ma anche con motivazioni altissime per i loro obiettivi da raggiungere.

La salvezza passa dal Vigorito e purtroppo il Vigorito di quest'anno più che Fort Apache m' par' u Quisisana ngopp' a Pacevecchia...diroccato e pericolante.

Felice di essere smentito per poterci ritrovare tutti a Risorgimento's Square festeggiando uno scudetto di provincia ad oggi un po' meno certo.

Sezione: A MENTE FREDDA di D.Piro / Data: Ven 23 aprile 2021 alle 06:25
Autore: Andrea Bardi
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