Articolo di Daniele Piro

“Chi nasce riso in bianco nun pò murì spaghett' a vongole”. Mi direte “ma che c’azzecca sta parlata culinaria in un post calcistico?” Nulla...proprio come il nulla cosmico del Benevento versione girone di ritorno.

Una squadra destinata (smentitemi subito) a vedere i sorci verdi, anzi neri, da qui fino alla fine del campionato, pericolosamente involuta nel gioco e nelle convinzioni. Squadra che si specchia nelle sue paure ed in quelle del suo tecnico, ultimamente apparso in stato confusionario in alcune scelte poco convincenti che, ahimè, si stanno ripercuotendo sui risultati.

Domande da ignorante o meglio da 'nzallanuto, come ormai sono simpaticamente etichettato dai molti amici di una chat ovviamente dedicata alle vicende del Benevento calcio: ma se chi sta in panchina, una volta mandato in campo, cambia volto positivamente alla squadra, oppure se i moduli dei secondi tempi funzionano meglio di quelli iniziali, perché bisogna sempre regalare i primi tempi agli avversari tentando poi una purtroppo spesso improduttiva rimonta nei secondi 45 minuti?

La partita di ieri, sommata a quella col Sassuolo, anche se quella in misura minore, ha evidenziato tutto ciò.

Premessa: le mie sono solo considerazioni di ciò che ho visto in tv, non vogliono essere delle critiche ma solo dei commenti o delle analisi alla singola partita che va in scena settimanalmente. Non ho mai creduto alle cosiddette critiche costruttive. Per me le critiche sono critiche, di costruttivo c'è l'analisi, la riflessione, il commento che però è un qualcosa di individuale. Limitandomi ad un articoletto settimanale sul match, non posso certo buttare la croce su tutto e tutti, anche perché nel girone di andata la musica era differente ed anche i commenti “A mente fredda” erano ovviamente molto più lusinghieri e positivi.  Spiace constatare che se si pongono delle domande o si fanno delle riflessioni, subito si sia etichettati come gli aucelloni di turno pronti a sparare sentenze, come se chi scrive goda come un pazzo nel vedere la propria squadra perdere o sperare vivamente che possa retrocedere!

Finito il preambolo, proviamo a fare le domande e le considerazioni di cui dicevamo.

Caldirola: perché non gioca? Perché si preferisce arretrare Improta che ha polmoni e gamba da vendere che spostato nel ruolo a lui più consono, come ieri nella ripresa, ha letteralmente spaccato la partita? Viola perché non si continua a farlo giocare lì davanti, a ridosso delle punte? Falque sta bene? E' vero che si è ripreso al punto che in allenamento sforna dei numeri da circo? Perché non farlo giocare subito? Poi magari se non ne ha più lo si cambia.

Improvvisamente è stato accantonato Lapadula che ha cantato e portato la croce per un girone e mezzo; ieri il suo ingresso ha dato vivacità e concretezza (il gol purtroppo annullato) ad un attacco nel quale Sau, pur sfoderando l'ennesima perla balistica, sembra non essere il partner ideale di Gaich per caratteristiche.

Schiattarella, che ultimamente soffre le marcature ed il pressing avversario, deve giocare per forza dall'inizio?  Come ormai succede da troppe partite, paghiamo il solito atteggiamento iniziale remissivo e fin troppo prudenziale che finisce per sfociare in una resa d'armi avvilente o costringe la squadra ad uno sforzo sovrumano per cercare e mett e pezz a culur' ad una situazione diventata "black".

Domenica abbiamo rischiato il rimontone storico. Dal possibile 5-1 impedito da una doppia prodezza di Montipò sul rigore di Immobile, al virtuale 4-4 che avremmo anche meritato visto che 4 gol li abbiamo fatti. Ci ha pensato il VAR ad annullare il gol dell'italoperuviano che, oltre a dargli fiducia e morale, ci avrebbe anche permesso di avere più minuti per tentare la clamorosa rimonta che sarebbe potuta arrivare visto il gol di Glik pochi minuti dopo.

Sul VAR ormai non mi pronuncio più. Troppe decisioni uguali analizzate con metri di giudizio discordanti non possono di sicuro far pensare che questo sia il sistema migliore per ridare equità e giustizia ad un gioco sempre più tecnologico. Il rigore fischiatoci contro ieri è lo stesso che ci è stato accordato contro il Torino (anche in quel caso Sirigu uscì a valanga parando il tiro di Lapadula e finendo poi per travolgere l'attaccante sannita), ma fa a cazzotti con l'interpretazione completamente opposta con quello che vide protagonista Cragno quando toccò il pallone in contemporanea con Lapadula finendo poi per travolgerlo. In quel caso il rigore assegnato fu tolto. Per non parlare del gol annullato per una leggera spinta di Caldirola a Immobile, franato come un fuscello nemmeno se fosse stato abbattuto da un cazzotto di Mike Tyson; peccato però che i due fossero lontani dagli sviluppi dell'azione. Falli come questo su un corner o su una punizione dalla tre quarti se ne vedono a iosa in area di rigore.

Ancora una volta Ghersini si è eretto a protagonista assoluto dimostrando tutta la sua mediocrità di arbitro. Torti evidenti subiti ai quali aggiungiamo le due autoreti che hanno segnato una partita nata male e continuata peggio nel primo tempo e quasi riacciuffata nella ripresa.

Certo se al pronti via dopo 9 minuti subiamo già un gol dopo un clamoroso palo di Immobile ed alla mezz'ora o poco più siamo sotto di tre reti qualcosa che non va c'è. Glik ha parlato che questo qualcosa non manca nella condizione fisica e nemmeno nella tecnica, ma è solo questione di testa che provoca un approccio sbagliato alle partite. Ma ragazzo caro, proprio tu che hai avuto anni ed anni di maturazione calcistica sfociata in partecipazioni alla Champions League, vuoi farti carico di infondere in campo, anzi dagli spogliatoi nel pre-gara, questa mentalità aggressiva e battagliera? Nel secondo tempo avete dimostrato che non siete inferiori nemmeno alla Lazio, che siete in grado di tenere botta ad una ottima squadra riuscendola a bucare ben 4 volte, ed allora perché iniziare sempre le partite con timore e troppo attendisti?

Caro Pippo, ormai il Cagliari corre, il Toro ci ha preso e il solito ritornello del dove e chi eravamo non funziona più. Lo sappiamo che veniamo da campi polverosi, da trasferte sui tubi innocenti spacciati per settori ospiti, da paesi che pure il navigatore si rifiuta di trovare. Proprio perché siamo coscienti di ciò, vorremmo non tornarci. Abbiamo versato lagrime, macinato chilometri rimettendoci tempo e denaro per l'intero stivale, siamo stati derisi da paesini come Calitri o da tifoserie di muccusielli di Società che non avevano nemmeno un impianto dove disputare un campionato professionistico tipo la Tritium di Trezzo sull'Adda, ciò non significa che siccome un tempo eravamo ciò ora vogliamo tornare ad esserlo.

Siamo in Serie A. A. A e vorremo restarci.

Un imperativo “Vid chell che fa” è d’obbligo, a cominciare da mercoledì a casa di una squadra che non è che se la passi benissimo.

Il Cagliari, contro l’Udinese che sarà priva del suo uomo chiave ed in una posizione di classifica tutto sommato tranquilla, non credo suderà le 7 camicie per prendere i tre punti, visto il momento di euforia ritrovata dopo l'incredibile vittoria di sabato sera.

Mi sono un po' stufato del ritornello che non siamo mai stati fra le ultime tre. Non vorrei rischiare di piombarci proprio ora, vista la miseria di punti fatti nel girone di ritorno. Se è vero che con la primavera si assiste al risveglio della natura vediamo di far sì che sia primavera anche per noi, perché il perdurare del letargo ci riporterebbe all'inverno/inferno della retrocessione.

Pertanto, e scusatemi per il francesismo, ma è giunto il momento di tirare fuori le palle senza se e senza ma!

Sezione: A MENTE FREDDA di D.Piro / Data: Mar 20 aprile 2021 alle 06:30
Autore: Andrea Bardi
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